Nuovi scavi a San Genesio l’area riapre ai visitatori
All’opera ci sono gli studenti dell’Università di Pisa diretti dal professor Cantini «Ci concentreremo su una fornace di ceramica del IX secolo, l’unica in Toscana»
SAN MINIATO. Gli archeologi tornano ad aprire lo scrigno di San Genesio. Si apre la prossima settimana la nuova campagna di scavo tra i suggestivi resti dell’antico abitato, che da undici anni continua a regalare sorprese.
Sarà l’ennesima campagna estiva, fra luglio e settembre, condotta dagli studenti dell’Università di Pisa sotto la direzione del professor Federico Cantini. All’ingresso dell’area, intanto, sta sorgendo la palazzina che in futuro darà accesso agli scavi, al momento ricoperti di terra e vegetazione. «È una scelta voluta – spiega il professor Cantini –: ogni anno, al termine dello scavo, le strutture vengono coperte con un tessuto apposito e uno strato di terra, perché in assenza di copertura è il modo migliore per garantire la conservazione. In futuro, terminata la palazzina, è prevista la copertura della cripta e la manutenzione dello scavo. Lasciare l’area scoperta, adesso, significherebbe compromettere superfici e intonaci a causa della pioggia e del gelo». Sarà il Comune a provvedere in questi giorni alla ripulitura dello scavo, che tornerà così visitabile, tutti i giovedì a partire dal 12 luglio, presentandosi il loco tra le 16 e le 20.
Le nuove indagini. «Quest’anno – spiega Cantini – ci concentreremo su una fornace di ceramica del IX secolo, l’unica di epoca carolingia scoperta in Toscana. Alcuni indizi ci lasciano supporre che intorno ve ne siano altre. Cercheremo anche la chiusura ad est del chiostro di fianco alla chiesa, proseguendo poi nella fascia lungo la Tosco Romagnola, dove già avevamo ritrovato delle canalette di scolo e una meridiana. Parliamo di un’area molto vasta, dove le stratificazioni vanno dall’epoca etrusca al XIII secolo, con molti punti fino ad oggi mai scavati».
In futuro, però, l’area d’indagine potrebbe estendersi verso est, dove si conservano i resti dell’abitato. In ballo c’è un progetto per lo spostamento di Via Capocavallo, sotto la quale si trova proprio la facciata della chiesa di San Genesio. Progetto ammesso al cofinanziamento della Regione, ma al quale il Comune, per adesso, ha deciso di rinunciare in attesa di tempi migliori.
Un museo vivo. La conclusione dei lavori alla palazzina, invece, è attesa entro la fine dell’anno. «Non sarà un antiquarium – spiega Cantini –, ma uno spazio vivo in grado di trasformarsi costantemente in funzione delle nuove scoperte, perché in quell’area ci sarà da scavare ancora per chissà quanti anni. Traferiremo lì, in una sala espositiva, i materiali che attualmente conserviamo a Pisa. L’idea è quella di raccontare la storia di San Genesio attraverso gli oggetti. L’edificio funzionerà su due livelli: da una parte l’aspetto didattico locale grazie alla collaborazione con le scuole, dall’altra una dimensione più vasta in funzione del turismo e del legame con la via Francigena».
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