Il Tirreno

Pontedera

Abita a Cascina uno dei militari feriti

di Lara Loreti
Abita a Cascina uno dei militari feriti

Dario Cristinelli è in missione con la seconda Brigata mobile dei carabinieri di Livorno, scampato per poco alla morte

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LIVORNO. «Questi episodi non scoraggiano il morale dei miei militari, che sono pronti ad affrontare appieno il loro dovere, portando avanti la missione in cui credono». Con queste parole il comandante della seconda Brigata mobile dei carabinieri di Livorno, Sebastiano Comitini, conferma l’importanza delle missioni all’estero e condanna il terribile attentato che ieri ha insanguinato l’Afghanistan, con un carabiniere ucciso e altri due feriti. Tra questi ultimi c’è il maresciallo capo Dario Cristinelli, 37 anni, di Lovere (Bergamo), residente a Cascina. Il giovane lavora all’interno della II Brigata mobile livornese, e in particolare è in servizio nel centro addestramento dei carabinieri paracadutisti, dentro il Cisam ( Centro interforze studi applicazioni militari) di San Piero a Grado, dove svolge il ruolo di istruttore. Cristinelli si occupa di addestrare i militari che sono in partenza per missioni all’estero. Un compito importante e delicato che il giovane svolge dal 2005. Sposato con Martina Ricotti, che fa la farmacista, ha un bimbo di 3 anni, e un altro bebè è in arrivo. «L'importante è che stia bene, sono orgoglioso di lui», ha detto il babbo Luciano Cristinelli

Tutti e tre i militari appartengono a reggimenti che dipendono direttamente dalla Brigata livornese, che ha sede in città, in viale Fabbricotti, all’interno dello stesso complesso dove si trova anche il Comando provinciale. Il carabiniere deceduto è Manuele Braj, 30enne di Galatina (Lecce): era operativo al 13esimo reggimento “Friuli-Venezia Giulia” a Gorizia: il giovane è morto sul colpo a causa di un razzo Rocket propelled grenade lanciato dall’esterno. Ferito gravemente, ma per fortuna non in pericolo di vita, oltre a Cristinelli, è il carabiniere scelto Emilano Asta, 29, di Alcamo (Trapani), effettivo al settimo reggimento “Trentino Alto Adige”.

I due, feriti alle gambe, sono stati trasportati in elicottero all’ospedale militare Usa di Shindand.

È stato il personale della Brigata, ieri mattina, ad avvertire le famiglie dei militari dell’attentato. Appena appresa la tragica notizia, il colonnello Comitini, è partito per il Fruili, alla volta della base di Gorizia, dove la vittima lavorava da anni. Lì il comandante ha incontrato i suoi uomini e li ha informati dello stato di salute dei feriti. I due giovani sono stati operati per delle fratture agli arti, in particolare alle gambe. Gli interventi sono ben riusciti, e per fortuna entrambi sono in via di ripresa. Poi, nel primo pomeriggio, il colonnello Comitini s’è spostato in Trentino, alla base del settimo reggimento che ha sede a Laives (Bolzano).

Nello stesso reparto in Trentino presta servizio un quarto militare italiano, che è rimasto coinvolto nell’attentato di ieri, ma che fortunatamente è rimasto pressoché illeso. Si tratta di Enrico Napolitano, 33 anni, sposato con una giovane coetanea.

Oggi Comitini tornerà a Livorno e poi farà visita a San Piero a Grado, dove si reca quasi tutti i giorni.

Il comandante, con la sua presenza e le sue parole, ha voluto far sentire la sua vicinanza al personale, in un momento tanto delicato. I militari dei reggimenti colpiti dalla tragedia hanno dimostrato grande coraggio, pur di fronte alla gravità della situazione. Si tratta di tutti professionisti, che fanno missioni da dieci-dodici anni. Carabinieri operativi che, come emerge dall’ambiente, non si fanno scoraggiare da eventi del genere, ma che portano avanti, senza farsi influenzare, il proprio credo nel loro mestiere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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