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Piccioni e incuria un Cencione sporco accoglie i turisti
La manutenzione risulta affidata a Pisa Parcheggi Sel con un’interrogazione vuole vederci chiaro
SAN MINIATO. L’importante è limitarsi a salire e scendere dall’ascensore, magari senza traccheggiare troppo. Fosse mai di beccarsi uno spiacevole ricordo dalla città della Rocca. Perché qui comandano loro, i piccioni, che da qualche anno hanno trovato casa a decine fra le mura del cosiddetto Bastione, che collega la valle di Fonti alle Fate (il Cencione) con il cuore del centro storico. Una delle porte di accesso alla città, forse la principale per i turisti, che a distanza di dieci anni dall’inaugurazione sembra avere tutta l’aria di uno spazio lasciato a sé, vittima di una buona dose di abbandono e sporcizia.
Un biglietto da visita che funziona al contrario, e che sconta lo stallo del project financing, che ne ha affidato la manutenzione alla società Pisa Parcheggi, partner privato dell’accordo assieme al Consorzio Etruria. Basta il colpo d’occhio per chi arriva dal Cencione, fermandosi davanti alle due porte dell’ascensore: lunghe colate di guano che fanno bella mostra di sé, in altezza, lungo tutta la parete e la vetrata dell’impianto. Ma la situazione è decisamente peggiore per chi ha la sventura di salire con le scale, con il passo che procede a fatica tra le piume attaccate agli scalini e alla ringhiera, segnato dallo scricchiolio del guano sotto la suola delle scarpe. I piccioni hanno preso casa tra una rampa e l’altra, e sembrano farsi beffe dei dissuasori. Con loro, le tante mosche e insetti arrivati col caldo, e le immancabili scritte sui muri per non far mancare il segno dell’uomo.
Una situazione di abbandono che ha reso impossibile anche l’utilizzo del sentiero esterno, che dal parcheggio sale al di sotto della sala del Bastione, trasformato per buona parte in una selva impenetrabile. La questione arriverà nel prossimo consiglio comunale con un’interrogazione di Sel, che chiede di conoscere «le modalità per provvedere a lavori di manutenzione, disinfestazione e pulizia dei luoghi». Si richiede, inoltre, d’individuare «le responsabilità dell’incuria e attribuire le competenze per un decoroso mantenimento dell’impianto».
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