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Se la pornografia diventa arte in quel di Lorenzana

Se la pornografia diventa arte in quel di Lorenzana

LORENZANA. E ora tocca all’estate Senza Vergogna. Al confine con la pornografia artistica e l’omosessualità sussurrata, la stagione del mare e del sole a Lorenzana porta un’altra ventata...

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LORENZANA. E ora tocca all’estate Senza Vergogna. Al confine con la pornografia artistica e l’omosessualità sussurrata, la stagione del mare e del sole a Lorenzana porta un’altra ventata metropolitana con la seconda tappa della rassegna Shameless 2012. La mostra dedicata alle 4 stagioni dell’eros, spaziando dalla pittura alla fotografia attraverso installazioni torna a inaugurare i nuovi artisti che da sabato 23 fino al 17 luglio “sconvolgeranno” il quieto vivere del borgo di Lorenzana. Dopo le centinaia di persone che si sono tuffate nella primavera dell’erotismo artistico, adesso nella sala comunale del paese dalle 18.30 di sabato si cambia. Con il londinese Patrick Coleman, Lewin St Cyr da Bridgwtown. E ancora l’erotismo nature della stravagante Peepin Tallulah direttamente dall’Inghilterra dove la voglia di stupire e provocare sono il sale quotidiano.

Foto, installazioni, creazioni: in passerella nella sala, trasformata in un salotto di casa dell’ideatrice del progettoGiorgia Madiai, artista e fotografa, che cura l'organizzazione delle mostre, anche Fabrizio da Prato, in arte Keane, Wonderfur Luka e Anna Ka.

La versione Shameless 2012, summer è curata da Manola Pucci (dopo l’inaugurazione, si visita su appuntamento 3343688592). «Questa rassegna dedicata all’eros che si articola in 4 stagioni – si legge nella presentazione – si chiama Senza vergogna perchè ormai i corpi almeno in occidente normalmente si mostrano e sono visibili, sovraesposti in pratiche che non stupiscono e non sorprendono più: sono in sostanza queste immagini, nudi e come nudi classici appunto dobbiamo osservarle, l'eccesso di visibilità neutralizza e rende normalmente senza vergogna quello che accade fra i corpi. Quello di cui invece dobbiamo vergognarci è che nel mondo la ricchezza sia sempre più concentrata nelle mani di pochi, che ancora il lavoro sia un obbligo, che la disoccupazione debba sentirsi come una colpa».

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