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Pontedera

Un testimone: «Sembrava un film urlavano mentre picchiavano»

Un testimone: «Sembrava un film urlavano mentre picchiavano»

PONTEDERA. «All’inizio mi sembrava la scena di un film. Poi ho capito che si trattava di una rapina e ho cercato di mettermi al riparo». Un testimone, che alle 8,15 stava per entrare a Pam Panorama...

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PONTEDERA. «All’inizio mi sembrava la scena di un film. Poi ho capito che si trattava di una rapina e ho cercato di mettermi al riparo». Un testimone, che alle 8,15 stava per entrare a Pam Panorama per fare la spesa, racconta gli attimi di terrore vissuti ieri mattina nel piazzale del supermercato pontederese. Non vuol dire come si chiama e nemmeno dove vive. È sotto choc. Ma racconta i particolari della scena. «Il furgone blindato della Securpol si è messo vicino alla cassaforte – racconta – Sono scesi in due e uno di questi ha aperto subito una delle ante della cassaforte, mentre l’altro si accingeva a fare altrettanto. L’autista del mezzo blindato è rimasto a bordo con il motore acceso. Pochi attimi dopo è arrivato il furgone Opel Combo con sopra quattro persone che si messo davanti al cancello dell’ingresso delle merci, proprio a fianco del blindato, come per fare una consegna. Dal Combo sono usciti in due che in una frazione di secondo hanno puntato le pistole verso le due guardie giurate. Urlavano con accento napoletano e le grida si sentivano bene. Una delle due guardie ha provato a reagire, ma è stata picchiata immediatamente. Gli dicevano “ma chi te lo fa fare di reagire?”. Poi un terzo rapinatore, anche lui armato, è sceso a controllare la scena. Indossavano tutti passamontagna come si vede solo al cinema o in televisione, non certo a Pontedera. Nel frattempo, l’autista del blindato ha fatto una manovra rapidissima ed è fuggito sul piazzale di fronte a quello del supermercato». Attimi di terrore con il testimone nascosto dietro ad alcune macchine nel piazzale. «Avevo una buona visuale, ma pensavo soprattutto a stare al riparo e a non farmi notare – prosegue – Ho visto mentre svuotavano la parte di cassaforte già aperta e mentre obbligavano una delle due guardie giurate ad aprire anche l’altra parte a forza di calci e pugni. Il poveretto si è preso anche una scarpata in pieno volto. Le botte sui corpi si sentivano molto bene dalla posizione in cui mi trovavo. Ma non osavo muovermi. A quell’ora non c’era praticamente nessuno in giro. Una volta che hanno svuotato le casse sono risaliti tutti in auto, dove li aspettava un quarto complice e sono fuggiti a fortissima velocità».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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