Il presidio
Dalle case fantasma quasi 5 milioni di euro
Sono poco meno di ottomila i fabbricati scoperti e che ora saranno gravati anche dell’Imu
PONTEDERA. Sono quasi ottomila, su tutto il territorio della provincia di Pisa, gli immobili per i quali non risulta alcuna registrazione al Catasto. La mappa, stilata dopo mesi di indagini svolte dall’Agenzia del territori, anche con l’ausilio di tecnologie moderne (satelliti e foto aeree), è stata consegnata ai Comuni interessati già da alcuni mesi. E i proprietari sono stati chiamati a mettersi in regola. Da questi immobili ritrovati, i Comuni e anche il governo centrale, si aspettano introiti per quel che riguarda, intanto, l’Imu, l’imposta municipale sulle case, che ha preso il posto della vecchia Ici.
Tanto per capire di che “fatturato” stiamo parlando, per la sola provincia di Pisa, sono undicimila le particelle individuate, quasi ottomila i fabbricati che devono mettersi in regola e quindi in grado di produrre imposta.
La rendita catastale complessiva è di 6.970.654.
Anche in questo caso, per capire l’entità della situazione, ci aiuta la matematica. E un po’ di statistica. Se, quella rendita fosse tassabile tutta con l’aliquota più bassa, quella che il governo ha deciso di applicare per le abitazioni principali, senza esenzioni e senza la personalizzazione comunale (cioè la riduzione o l’aumento di tre punti), produrrebbe un’entrata nelle casse comunali (da girare poi in parte al Governo), di oltre quattro milioni e mezzo di euro. Due, cioè la metà, entrerebbero subito nelle casse locali e sarebbero, probabilmente, una boccata d’ossigeno per evitare che le amministrazioni comunali decidano di ritoccare, al rialzo, le aliquote inserite nel bilancio di previsione.
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