La chirurgia minore si trasferisce a Volterra: le novità
VOLTERRA. Anarchia e veganesimo. Una serata di approfondimento tra anti autoritarismo, anti capitalismo, difesa degli animali scandita da un menù all’insegna del no cruelty food. Si intitola “Animale...
VOLTERRA. Trasferimenti da Pontedera a Volterra degli interventi di chirurgia minore. Operativo il nuovo ambulatorio di endoscopia digestiva e potenziato il pronto soccorso con l’assunzione di un nuovo medico di medicina di urgenza. Con la garanzia che a breve sarà realizzata la piazzola per l’elisoccorso, la necessità di dare una nuova collocazione alla riabilitazione respiratoria al posto dell’attuale Utic. E la promessa fatta davanti alle organizzazioni sindacali di non prevedere altre riorganizzazioni dell’ospedale dopo quella in corso. Traccia il presente e il futuro del nosocomio volterrano il direttore generale Rocco Damone, davanti pure al sindaco e al vicensindaco della città. «L’incontro era finalizzato a fare il punto della situazione dell’ospedale e di tutti i servizi che gravitano come Auxilium, Inail, S. Chiara», spiegano dalla Cgil Alta Valdicecina. «Il direttore ha sottolineato che non c’è alcuna volontà di chiudere l’ospedale, perché parte integrante del piano di sviluppo della Asl 5 e presidio di una zona disagiata dove è necessario garantire adeguate tutele», spiegano dal sindacato. Che propone al direttore di formalizzare un crono-programma degli impegni dichiarati, con un piano di lavoro e scadenze. Richiesta accolta. «Damone si è dato 10 giorni per stilare la road map».
Nell’incontro sono uscite parole di elogio per il progettoCasa della salute realizzato tra Pomarance e Castelnuovo. Si ribadisce il ruolo centrale dei medici di famiglia. «Damone ha ribadito la volontà di portare a compimento il progetto del blocco operatorio, lavorando per una maggiore integrazione tra gli ospedali di Pontedera e Volterra». Rispetto all’Auxilium, il direttore conferma il ruolo centrale a livello regionale e nel piano sanitario. «Per aumentare i posti letto è necessaria la nuova collocazione», continuano da Cgil. Che in quella sede ribadisce l’importanza di una continuità formativa ai nuovi dirigenti medici per rispondere al turn over o ai trasferimenti.(f.s.)
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