Il Tirreno

Pontedera

Pasticceria Di Uliveto

I dolci del Pozzino presto a New York e a Capo Verde

di Guido Bini

ULIVETO TERME. Nel 2007 Stefania era in cerca di lavoro e dopo lungo tribolare decise di avviare di sana pianta una panetteria a Uliveto. «Come si chiama questa zona di Uliveto?» domandò. «Il Pozzino»...

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ULIVETO TERME. Nel 2007 Stefania era in cerca di lavoro e dopo lungo tribolare decise di avviare di sana pianta una panetteria a Uliveto. «Come si chiama questa zona di Uliveto?» domandò. «Il Pozzino». Ecco deciso il nome della nuova attività.

Oggi, passati appena cinque anni, la panetteria si è trasformata in pasticceria, dà lavoro a tutta la famiglia Granchi, e i dolci a marchio “Il Pozzino” sono pronti per essere prodotti a Capo Verde e commercializzati in tutto il mondo, a cominciare dagli Stati Uniti.

Dietro al successo della famiglia Granchi, che ancora vive a Orentano e si alza presto tutte le mattine per raggiungere Uliveto, in realtà c’è tanto sacrificio e tanta passione.

«Pasticceri non ci si inventa - racconta Alessandro, il marito di Stefania, un passato da camionista e da tornitore meccanico - ma noi ce l’abbiamo messa tutta. Siamo andati a ricercare le vecchie ricette, abbiamo fatto tentativi su tentativi, e sempre abbiamo puntato sulla qualità dei prodotti, specializzandoci anche nei dolci tridimensionali che tanto piacciono alle star».

Guardando le pareti della pasticceria della famiglia Granchi, da tre anni trasferitasi nel centro commerciale “La porta di Uliveto”, si trovano immagini della frazione termale e tante foto di star. In primo piano i dolci tridimensionali ideati e creati da Alessandro, e dietro quando Claudio Baglioni o Lucio Dalla, passando per Elisa e Ligabue.

«Sono sempre stata una fan di Baglioni - ci racconta Stefania - e una volta, in occasione di un suo concerto a Firenze, trovai il modo di regalargli un dolce con sopra riprodotta la copertina del disco “Questo piccolo grande amore”. Passò un po’ di tempo e ricevemmo la chiamata della moglie, che ci chiedeva un dolce per il compleanno di Claudio. Non ci potevo credere. Subito ci buttammo in quella che per noi è stata la prima avventura con una star, e da lì non ci siamo più fermati».

«A Baglioni dobbiamo tanto, - aggiunge il marito - ma dobbiamo tanto anche a Uliveto. Il paese ci ha sempre supportato, qui siamo andati alla ricerca delle vecchie ricette, e gli ulivetesi sono il vero nostro banco di prova, sempre precisi nel dirci cosa va o cosa non va nei nostri dolci».

Insieme ai genitori lavorano nella pasticceria anche le due figlie, Valentina e Federica, di 26 e 22 anni. La prima si dedica in particolare agli aspetti commerciali dell’azienda, mentre la più piccola si è specializzata nelle decorazioni artistiche. Tra qualche giorno Valentina partirà per Capo Verde, su un’isola nel bel mezzo dell’oceano Atlantico, per seguire da vicino l’avvio della seconda linea di produzione, che darà lavoro ad almeno persone.

«Apriamo a Capo Verde perché è più semplice - ci dice -, perché da qualche anno ci si è trasferito mio nonno e perché è a metà strada fra noi e l’America, dove i nostri prodotti saranno distribuiti in quattro stati grazie a un accordo con Agriland».

«Per noi è un altro passo importante - commenta babbo Alessandro - che non avremmo mai deciso di affrontare senza l’aiuto dell’agenzia di comunicazione cascinese SuperA3 Design. A spingerci avanti è però fondamentale il credere in quello che facciamo, non perdendo mai di vista la qualità dei prodotti, portando nel mondo i nomi di Uliveto, di Vicopisano, della Toscana e del made in Italy».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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