Autogestione degli artisti nel caffè chiuso il giovedì
VOLTERRA. "Fornelli Autogestiti" o "locale decarlizzato", quando l'autogestione diventa gastronomia, amicizia, compagnia, insomma quasi una necessità per concludere degnamente una giornata con una...
VOLTERRA. "Fornelli Autogestiti" o "locale decarlizzato", quando l'autogestione diventa gastronomia, amicizia, compagnia, insomma quasi una necessità per concludere degnamente una giornata con una panzanella ed un bicchiere di vino.
Siamo in piazza dei Fornelli,nel caffè che da questa prende il nome. Un locale di recente apertura, ma che in pochi anni è diventato un punto di riferimento per molti volterrani, soprattutto artisti, artigiani e gente di un quartiere che stava quasi perdendo la propria identità.
L'iniziativa di ritrovarsi nel giorno di chiusura del locale, il giovedì, come racconta Ilaria Tognarini è «nata per caso, quasi per gioco da chi frequenta il Caffè, soprattutto artisti, artigiani e pensionati che abitano il quartiere». Per scherzo, «infatti il giovedì di solito il locale è chiuso, e noi siamo presi dalla disperazione per la mancanza di un punto di ritrovo. Lo spirito è quello dell'ironia, dell'amicizia supportato quasi da una necessità, un momento di ritrovo e di confronto, aperto sia alle discussioni da bar, che a quelle più impegnative». Come si svolge. Il ritrovo è tra le 18 e le 18.30, ed ognuno porta da bere e da mangiare, e si apparecchia nei tavolini della pedana esterna. «Se si potesse prendere tutta la piazza - continua Tognarini - si riempirebbe di persone. Non c'è un'organizzazione precisa, ma ci appoggiamo spesso allo studio del Pizzi, per tovaglie bicchieri e persino una caffettiera».
Proprio l'artista volterrano Ennio Furiesi, per tutti Pizzi racconta come è nata la prima serata, un mese fa. «Il mio studio è accanto al Caffè, ed un giovedì con 2 amici, decidemmo di andare a bere una bottiglia di vino seduti nei tavolini esterni. Mentre eravamo li, mandai a comprare della soppressata con crostini per accompagnare il vino, così anche gli altri amici si sono fermati. Il giovedì successivo ci siamo attrezzati con la panzanella e piatti che ognuno portava da casa». Entusiastiche sono le parole di Michela Camerini, altra ideatrice dei giovedì autogestiti, o per «citare un cartello apparso una sera, locale decarlizzato, per ironizzare l'assenza del proprietario, Carlo Bigazzi». Ironia tutta volterrana che racconta l'affetto, tanto che il terzo giovedì, coincidente con il compleanno del gestore, proprio questi è stato invitato dagli amici "occupanti" del proprio locale.
Riccardo Rinaldi
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