Il presidio
Niente incentivi alle 2 ruote il mercato si fa più in salita
PONTEDERA. Si fa ancora più in salita il mercato per scooter e moto. Il settore rischia di essere tagliato fuori dagli incentivi riservati ai veicoli a basse emissioni. Un campanello d’allarme che...
PONTEDERA. Si fa ancora più in salita il mercato per scooter e moto. Il settore rischia di essere tagliato fuori dagli incentivi riservati ai veicoli a basse emissioni. Un campanello d’allarme che suona anche a Pontedera. La quota del Gruppo Piaggio sul mercato italiano nel settore scooter è del 32,8% e del 29,7% nell’over 50cc.
«Siamo certi che l’esclusione sia esclusivamente frutto di una svista», afferma Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma, l’Associazione nazionale dei costruttori. Che prova a gettare acqua sul fuoco: «In fase di elaborazione e nei testi precedenti della proposta di legge, venivano infatti indicati tra le categorie di veicoli anche ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli come soggetti beneficiari del provvedimento».
L’articolo 12 che riguarda gli incentivi per l’acquisto di veicoli, contrariamente alla precedenti stesure prevede che i contributi siano destinati solamente ad autovetture o autoveicoli per trasporto promiscuo. In particolare, a fronte di rottamazione, per il 2013 sono indicati 5mila euro per i veicoli con emissioni inquinanti non superiori a 50 g/km CO2 e 1.200 euro per quelli con emissioni non superiori a 95 g/km CO2. Negli anni successivi, 2014 e 2015, sono previsti importi inferiori.
Il segno è la giornata di fermata collettiva per tutti gli addetti alla produzione (circa 1.800 persone) il 1º giugno. Alla Piaggio il passo rallentato è figlio di uno scenario di mercato delle due ruote in affanno, sia a livello europeo che italiano. Su scala nazionale, in particolare, la flessione delle immatricolazioni è a doppia cifra. Una situazione che si riflette sulla stagionalità delle produzioni a cui si lega l'impiego in fabbrica dei contrattisti a termine. Dei circa 520 contrattisti a termine oggi in Piaggio trenta persone escono alla fine di questa settimana, altre duecento con il 30 giugno. Mentre per altri 115 addetti la proroga del contratto arriverà fino al 21 luglio. A quella data ne resteranno circa 170 in fabbrica, che lavoreranno sino al 3 agosto. Questo il calendario operativo che l'azienda ha presentato alla Rsu. Un rallentamento delle produzioni progressivo nel periodo che per tradizione si vorrebbe in crescita. Ma i mercati non tirano, soffrono tutte le piazze europee. Le uniche a tenere il passo sono la Francia la Germania e l'Olanda.
«Ogni opportunità di supporto al settore, almeno per i veicoli che presentano bassi livelli di emissioni, può contribuire al rilancio – conclude Corrado Capelli –. Riteniamo più che legittimo chiedere che una quota parte delle risorse impiegate dal provvedimento in discussione siano messe a disposizione dei numerosi utenti che scelgono le due ruote».(m.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google