Per il fronte del “no” alle cave di Palaia si arruola anche il Pd
In settimana potrebbe esserci un primo vertice istituzionale Il segretario di S. Miniato: «Serve una soluzione concordata»
PALAIA. La trama del malcontento cresce. Entra nei palazzi e punta ad innalzare quei paletti che ad oggi nelle carte mancano. C’è la tutela del tartufo bianco a suggerire il percorso per superare l’empasse dei tre siti di cava previsti nella Valle del Chiecina, tra Palaia e San Miniato. Dopo l’approvazione del Piano delle attività estrattive provinciale e le numerose voci che si sono schierate a difesa di quello spicchio di natura adesso si muovono le istituzioni, con qualche apertura, e anche il partito. Quel Pd che nel colore dell’amministrazioni accomuna la Provincia e le maggioranze nei Comuni di San Miniato e Palaia.
Una sponda l’ha messa il consigliere regionale Pd Paoo Tognocchi, con l’ipotesi di una proposta di legge a tutela del tartufo. Ma in campo c’è anche l’Unione comunale sanminiatese. «Il Pd di San Miniato è contrario alla realizzazione dei siti per l’estrazione della sabbia nella Val di Chiecina, visto il grande valore paesaggistico e ambientale di quei territori e la vocazione tartufigena della valle». Un secco “no”, che si legge in una nota sul sito internet dell’Unione comunale sanminiatese del partito. Parole che trovano conferma nel segretario Massimo Baldacci: «Cercheremo una soluzione concordata dal punto di vista istituzionale».
Una terra di mezzo, a metà tra Palaia e San Miniato. Sotto la Rocca per sbrogliare la matassa si guarda con «favore» alla proposta di legge regionale a protezione degli ecosistemi tartufigeni portata avanti «dal nostro consigliere regionale Paolo Tognocchi». E si lancia l'auspicio «che tutti gli enti coinvolti si adoperino per individuare soluzioni che con maggiore rigore siano in grado di salvaguardare il territorio, sempre con attenzione e responsabilità, nel quadro della programmazione regionale».
L’ottica con cui guardare al caso delle tre cave la spiega Baldacci: «Si tratta di un sistema ecologico unico, al di là dei confini amministrativi e merita un trattamento di tutela nella sua unità. Perciò cercheremo dei contatti tra la Provincia e i Comuni di San Miniato e Palaia per arrivare a questo risultato». Tutto dovrebbe passare dal tavolo dell’assessorato provinciale all’agricoltura, quello deputato all’aggiornamento della cartografia delle aree tartufigene e perciò tutelate, presenti in Provincia e indicate nel Piano territoriale di coordinamento. Direzione in cui potrebbe muovere anche il Comune di Palaia, dato che i tre siti insistono sul proprio territorio.
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