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In piazza a ricordare che la scuola è fabbrica di civiltà
I ragazzi delle scuole al “Girotondo contro la mafia” organizzato dal Comune per i 20 anni dalla strage di Capaci
SANTA CROCE. «Quello che venne perpetrato 20 anni fa fu un vero e proprio atto di guerra, che segnò indelebilmente la storia di questo paese e rappresentò un incremento del livello criminale della mafia». Inizia con questa cruda analisi dei fatti l'intervento con il quale il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi ha aperto, ieri mattina, il “Girotondo contro la mafia”, organizzato con la partecipazione di tutte le seconde classi delle scuole medie dell'istituto comprensivo, alla presenza di numerose autorità nonché di tutti i principali esponenti del mondo del volontariato e dei sindacati. Un lungo serpentone di ragazzi e ragazze che, mano nella mano, insieme agli stessi amministratori, hanno compiuto più giri intorno a piazza del Popolo, di fronte al municipio, in memoria di quella grande tragedia che colpì Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. Un dolore ed una perdita che nelle parole del sindaco e nei tanti bigliettini attaccati dai ragazzi sulla lavagna posta appena di fronte alla porta del palazzo comunale, ha voluto legare tanto le vittime di ieri che quelle di oggi, con il pensiero rivolto a Brindisi e a Melissa Bassi, studentessa uccisa nell'esplosione del 19 maggio di fronte alla sua scuola . «Siamo qui a ricordare quei servitori dello Stato che oggi non ci sono più, ma anche a ribadire quanto sia importante ricordare e promuovere, specie fra i giovani, la cultura della legalità, contro l'accettazione supina, omertosa e vile che in tanti casi rappresenta l'arma più pericolosa di questa malattia sociale – ha dichiarato Ciaponi –. Un male che solo la scuola può estirpare e che ora ha fatto sì che proprio quel luogo al quale tutti noi affidiamo il nostro bene più grande, i nostri ragazzi, venisse violato». Ed è proprio il nome di Melissa quello che più di tutti ricorre nei tanti pensierini che i ragazzi hanno voluto dedicare con i loro biglietti: “una di noi”, “un piccolo angelo” che “come noi studiava, andava a scuola, stava con gli amici”, come scrivono i ragazzi. “Uccisa senza ragione”, come da ieri si può leggere in uno dei due striscioni fatti calare dalle finestre del Comune alla fine della manifestazione, con le foto di Melissa e dei due magistrati Falcone e Borsellino. Un atto dovuto a cui ha fatto seguito un impegno: «Questa manifestazione, dimostrazione collettiva di unità, solidarietà e sforzo collettivo, dovrà diventare un appuntamento fisso – promette Ciaponi – per ricordare ciò che è stato e la forza di quella fabbrica di civiltà che è la scuola».
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