Il Tirreno

Pontedera

Al Lotti la cura dei tumori apre la via alla speranza

Al Lotti la cura dei tumori apre la via alla speranza

Un metodo (imparato a Parigi) per affrontare in equipe diagnosi e cure E il matrimonio tra Asl e azienda ospedaliera diventa tema di un convegno

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PONTEDERA. L’oncologia pontederese è in continua evoluzione. Lo dicono i numeri: 600 prime visite l’anno; cinquemila tra controlli e altre visite, centocinquanta interventi. Lo dicono anche i risultati, che sono frutto anche di una sinergia che il Lotti ha messo in pratica con altre strutture, con l’azienda universitaria, ad esempio: ci sono casi di pazienti che avevano ricevuto diagnosi che parlavano di pochi mesi di vita e sono in cura, all’ospedale pontederese, da almeno un anno. L’ “unione” tra le due aziende sarà al centro di un convegno che si terrà il 25 maggio: da una parte il professor Falcone, direttore della Oncologia dell’Azienda Ospedaliera Pisana, dall’altra il dottor Giacomo Allegrini direttore dell’Oncologia della Asl 5 e il professor Orlando Goletti direttore della Chirurgia di Pontedera. Obiettivo: valorizzare sempre di più la condivisione dei percorsi oncologici attivi sul territorio. La collaborazione porta a risultati. Lo hanno sottolineato i vari protagonisti nella presentazione dell’evento. A cominciare dal direttore generale Rocco Damone al sindaco di Pontedera Simone Millozzi. L’unione che fa la forza e che dà risposte alle esigenze dell’utenza del territorio comune su cui le due Aziende operano, ma anche a quelle di chi, provenendo da altre aree geografiche, individua nella nostra realtà il proprio punto di riferimento.

L’argomento di questo primo incontro congiunto è stato scelto proprio a sottolineare l’importanza di quanto ottenuto finora. Il trattamento delle metastasi epatiche da carcinoma colo-rettale ha registrato negli ultimi anni notevoli progressi in termini di outcome dei pazienti, grazie a un approccio multimodale che prevede l’utilizzo da un lato di combinazioni di farmaci sempre più attive, dall’altro di trattamenti loco-regionali più sicuri ed efficaci. Risultati subordinati alla valutazione multidisciplinare di ciascun singolo caso e solo il confronto continuo tra le diverse professionalità coinvolte pone il paziente nella condizione di poter ottenere il maggior beneficio possibile.

Una metodologia di lavoro che i medici e gli infermieri e tutti gli altri operatori della oncologia e dlela chirurgia pontederese, stanno mettendo a punto anche grazie a degli stage che vengono effettuati a Parigi. E resi possibili dai finanziamenti della Fondazione Faro e a quelli provenienti dal Progetto Leonardo, finanziato dalla Comunità Europea, che ha come fine quello della formazione e della mobilità all’interno dei paesi comunitari, 12 medici ed infermieri che parteciperanno a uno stage a Parigi nel più famoso centro europeo per il trattamento dei tumori al fegato. Qui c’è un metodo di lavoro che, culturalmente, è diverso. E che, Goletti e Allegrini vogliono trasferire anche all’interno dei loro reparti all’ospedale Lotti di Pontedera.

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di Redazione web