Il Tirreno

Pontedera

Slitta il “Tubone” a bloccare l’accordo è il peso della crisi

di Manolo Morandini
Slitta il “Tubone” a bloccare l’accordo è il peso della crisi

Gronchi lo svela nella sua relazione di addio al Consorzio «Per i motivi basta guardare alla situazione politica»

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PONTE A EGOLA. L’allarme suona nelle stanze del Consorzio conciatori di Ponte a Egola. La prospettiva del “Tubone” si allontana. Al punto che in materia di depurazione il presidente uscente Attilio Gronchi non ha dubbi. «Si allontanano sempre di più i tempi di realizzazione dell’accordo di programma per tutta una serie di motivi che potete immaginare guardando l’attuale situazione politica italiana, che di problemi assai più grandi ne ha certamente da risolvere». È in questi termini che Gronchi si è rivolto all’assemblea dei soci nella relazione che segna anche la fine del suo mandato.

La materia è di quelle che scottano nel comprensorio. «Per quanto riguarda la depurazione è continuato il lavoro di contenimento e di razionalizzazione dei costi – afferma Gronchi –, a cui si è aggiunto tutto un lavoro di ristrutturazione di regole, procedure e tariffazione dell’acqua scaricata, con l’obiettivo di avere per il futuro, mantenendo certi livelli di scarico, un costo assimilabile a quello di Santa Croce, e rispettando anche un concetto di equità fra i diversi soci che usufruiscono del servizio».

Dopo tre mandati, al timone da quasi dieci anni, Gronchi si appresta a passare la mano. Entro la fine del mese è attesa la nomina del suo successore, scelto tra i sedici nuovi consiglieri che per il prossimo triennio guideranno il Consorzio. «Lascio ai più giovani portandomi dietro un bagaglio di conoscenza del territorio che mai avrei immaginato».

Il passaggio avviene in una fase di tenuta del settore. «Il 2011 ha confermato la ripresa produttiva, già in atto nel precedente esercizio – sostiene Attilio Gronchi –. È altresì proseguito l'aumento del prezzo delle materie prime. Ciò poteva mettere in grosse difficoltà le concerie per l’evidente necessità di maggiore credito, ma le varie banche del territorio hanno supportato al meglio il settore». E sulla congiuntura. «Sul finire dell’anno il clima si è un po’ raffreddato, e anche all’inizio di questo 2012 abbiamo assistito a una maggiore cautela sia nella tempistica che nella quantità degli ordini. Al momento però non si registrano situazioni di allarme, tant’è che l'acqua scaricata al depuratore continua nel suo iter di lenta crescita».

Gronchi lascia nel segno di una campagna del contenimento dei costi. «Abbiamo rivisto la quota associativa – spiega –. Con l’attuale tariffazione di mille euro di quota fissa e di 20 per ogni azione Cuoiodepur posseduta abbiamo sensibilmente ridotto la quota, adeguandoci sostanzialmente ai costi dell’Associazione conciatori di Santa Croce».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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