Il Tirreno

Pontedera

Il grillismo sindacale si fa strada nel corteo La Cgil serra le fila

di Manolo Morandini
Il grillismo sindacale si fa strada nel corteo La Cgil serra le fila

Per i fatti di Pontedera dito puntato contro gli antagonisti Francese: «Si cerca lo scontro, piuttosto che il confronto»

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PONTEDERA. La definisce una forma di “Grillismo sindacale”. Gruppi organizzati: Cobas, esponenti della Curva Nord del Pisa calcio, altre frange antagoniste, delegati eletti nelle fila della Fiom in Piaggio e alla Ceva. Un mix “esplosivo”, da cui la segreteria Cgil di Pisa prende le distanze dopo lo scontro verbale e le divisioni che si sono consumate in occasione della manifestazione zonale contro la riforma del lavoro, a Pontedera. «C’è una ricerca forsennata dello scontro, piuttosto che del confronto», afferma il segretario Gianfranco Francese.

Al netto dei soggetti estranei all’organizzazione, nella Cgil «non c’è un problema di dialettica o di pluralismo». La disputa si è consumata lunedì mattina, su chi avrebbe dovuto prendere la testa del corteo che si sarebbe snodato per le vie del centro di Pontedera. O meglio, lo striscione da mettere in cima e quindi il contenuto da far emergere dalla manifestazione. “Contro la crisi. Più lavoro, più pensioni e più diritti”, per la Cgil. “Giù le mani dall'articolo 18”, per gli altri.

L’analisi a freddo della segreteria Cgil punta a cogliere l’elemento politico dell’accaduto. «Se un risultato gli antagonisti lo hanno conseguito è quello di aver offuscato i motivi della mobilitazione e le ore di sciopero dei lavoratori». Non ci saranno epurazioni o altre misure disciplinari verso gli iscritti dissidenti, parte dei delegati Fiom in Piaggio e alla Ceva. Ma il segretario Francese non nasconde che lunedì si è consumata un’azione «preordinata e studiata a tavolino». «Rispettiamo la diversità di opinioni – dice –, ma non è possibile pensare di venire a una nostra manifestazione e prendere la testa del corteo con un proprio striscione».

Dalla Camera del lavoro di Pisa la segreteria non esita a parlare di «assedio». «Ci dobbiamo misurare con un atteggiamento aggressivo – dice Francese –. Si sta in piazza se si condividono i contenuti della manifestazione. Chiediamo al contesto democratico pisano di prendere una posizione». Gli occhi sono puntati sulle prossime manifestazioni di zona, lunedì 14 per l’area pisana e poi nel Valdarno.

Il “fuoco antagonista” brucia in casa Cgil, ma ancor di più nelle stanze della Fiom. Una dialettica “guasta” che dentro la Piaggio è più evidente che altrove. «Vogliamo risolvere il problema in maniera politica – sostiene il segretario provinciale della Fiom, Marcello Franchi –, facendo capire ad alcuni compagni che così non si va da nessuna parte. Dopo una discussione e un confronto interno si deve trovare un punto di sintesi. Il problema è di rispetto delle regole base di un’organizzazione».

Francese prova a ristabilire gli equilibri di forza. «Questi grandi mobilitatori dentro la Piaggio hanno registrato un’adesione del 30% mentre in altre fabbriche la media è stata del 70-80%». E conclude: «Siamo di fronte a persone che legittimamente esprimono un diverso punto di vista, ma gli iscritti alla Fiom e quindi alla Cgil che sono in rotta di collisione con l’organizzazione non hanno l’obbligo di restare. È una questione di coerenza. Il dubbio è che ci restino per convenienza perché se non portassero in mano le bandiere Cgil avrebbero un seguito ancor più ridotto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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