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Il grillismo sindacale si fa strada nel corteo La Cgil serra le fila
Per i fatti di Pontedera dito puntato contro gli antagonisti Francese: «Si cerca lo scontro, piuttosto che il confronto»
PONTEDERA. La definisce una forma di “Grillismo sindacale”. Gruppi organizzati: Cobas, esponenti della Curva Nord del Pisa calcio, altre frange antagoniste, delegati eletti nelle fila della Fiom in Piaggio e alla Ceva. Un mix “esplosivo”, da cui la segreteria Cgil di Pisa prende le distanze dopo lo scontro verbale e le divisioni che si sono consumate in occasione della manifestazione zonale contro la riforma del lavoro, a Pontedera. «C’è una ricerca forsennata dello scontro, piuttosto che del confronto», afferma il segretario Gianfranco Francese.
Al netto dei soggetti estranei all’organizzazione, nella Cgil «non c’è un problema di dialettica o di pluralismo». La disputa si è consumata lunedì mattina, su chi avrebbe dovuto prendere la testa del corteo che si sarebbe snodato per le vie del centro di Pontedera. O meglio, lo striscione da mettere in cima e quindi il contenuto da far emergere dalla manifestazione. “Contro la crisi. Più lavoro, più pensioni e più diritti”, per la Cgil. “Giù le mani dall'articolo 18”, per gli altri.
L’analisi a freddo della segreteria Cgil punta a cogliere l’elemento politico dell’accaduto. «Se un risultato gli antagonisti lo hanno conseguito è quello di aver offuscato i motivi della mobilitazione e le ore di sciopero dei lavoratori». Non ci saranno epurazioni o altre misure disciplinari verso gli iscritti dissidenti, parte dei delegati Fiom in Piaggio e alla Ceva. Ma il segretario Francese non nasconde che lunedì si è consumata un’azione «preordinata e studiata a tavolino». «Rispettiamo la diversità di opinioni – dice –, ma non è possibile pensare di venire a una nostra manifestazione e prendere la testa del corteo con un proprio striscione».
Dalla Camera del lavoro di Pisa la segreteria non esita a parlare di «assedio». «Ci dobbiamo misurare con un atteggiamento aggressivo – dice Francese –. Si sta in piazza se si condividono i contenuti della manifestazione. Chiediamo al contesto democratico pisano di prendere una posizione». Gli occhi sono puntati sulle prossime manifestazioni di zona, lunedì 14 per l’area pisana e poi nel Valdarno.
Il “fuoco antagonista” brucia in casa Cgil, ma ancor di più nelle stanze della Fiom. Una dialettica “guasta” che dentro la Piaggio è più evidente che altrove. «Vogliamo risolvere il problema in maniera politica – sostiene il segretario provinciale della Fiom, Marcello Franchi –, facendo capire ad alcuni compagni che così non si va da nessuna parte. Dopo una discussione e un confronto interno si deve trovare un punto di sintesi. Il problema è di rispetto delle regole base di un’organizzazione».
Francese prova a ristabilire gli equilibri di forza. «Questi grandi mobilitatori dentro la Piaggio hanno registrato un’adesione del 30% mentre in altre fabbriche la media è stata del 70-80%». E conclude: «Siamo di fronte a persone che legittimamente esprimono un diverso punto di vista, ma gli iscritti alla Fiom e quindi alla Cgil che sono in rotta di collisione con l’organizzazione non hanno l’obbligo di restare. È una questione di coerenza. Il dubbio è che ci restino per convenienza perché se non portassero in mano le bandiere Cgil avrebbero un seguito ancor più ridotto».
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