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Depurazione, 2 euro meno ogni metro cubo d’acqua
Nonostante le maggiori spese per metano ed energia elettrica, chiude in attivo il bilancio del Consorzio Cuoiodepur di Ponte a Egola. Rosee previsioni per il 2012
PONTE A EGOLA. Due euro in meno per ogni metro cubo d’acqua e indebitamento verso le banche ridotto di tre milioni di euro.
È un bilancio importante, chiuso in attivo, e con risultati carichi di significati per il settore conciario e, segnatamente, per il comparto di Ponte a Egola che si “serve” dell’impianto di depurazione Consorzio Cuoiodepur di San Romano, struttura che giocherà un ruolo determinante anche nell’operazione “Tubone” che razionalizzerà e riorganizzerà la depurazione industriale e civile di un fetta importante della Toscana.
Questo bilancio è il risultato di neanche due anni di nuova gestione di un Cda giovane, dinamico, guidato da Michele Matteoli, che a trecentosessanta gradi ha riorganizzato tutta la gestione e l’amministrazione dell’impianto.
All’assemblea ha partecipato quasi il 70% dei soci attivi (64,72%).
Ma vediamo alcuni numeri importanti che delineano la geografia del bilancio. In aumento l’acqua depurata che sta a significare che le aziende hanno aumentato il carico di lavoro; così il 2011 è stato chiuso con 952.903 metri cubi, ovvero + 9% rispetto allo scorso anno. Principali voci di bilancio che hanno subìto riduzioni: prodotti chimici (-8%); smaltimento fanghi (-12%); costi industriali (- 46%); costi amministrativi (- 25%); costi commerciali (- 61%).
Unici aumenti significativi: energia elettrica e metano (+20%). Il bilancio ha chiuso con un utile di 14.185 euro.
«Il risultato economico – ha spiegato il presidente Matteoli – in parte è dovuto all’aumento dei quantitativi di acqua denunciati, da cui deriva una minore incidenza dei costi fissi, ma anche alle significative e diffuse riduzioni di spesa. Tutto nonostante l’effetto negativo del notevole aumento dei costi energetici dovuto alla progressiva crescita delle relative tariffe al consumo».
Sul bilancio ha pesato anche il minor riciclo, ovvero la trasformazione di fanghi conciari in fertilizzante per l’agricoltura. «A causa della crisi attraversata dal settore agricolo solo il 58% del fango è stato trasformato in concime e avviato all’utilizzo come prodotto, mentre la parte restante di fango secco è stata smaltita in impianti di compostaggio o discariche – ha evidenziato Matteoli –. Nonostante i maggiori quantitativi smaltiti come fanghi, il costo complessivo è diminuito del 12,4% rispetto all’anno precedente per merito dell’ottimizzazione di alcune voci che concorrono a formare i costi di smaltimento. Se tutti i quantitativi fossero stati trasformati in prodotti, i costi di smaltimento sarebbero risultati inferiori di circa 500mila euro. È evidente quindi come questo capitolo possa presentare ancora concrete possibilità di risparmio se si riuscirà a superare al più presto le attuali difficoltà di mercato, attraverso la ricerca capillare di nuovi clienti e nuove opportunità».
Le previsioni per il 2012 sono sotto il segno positivo.
«Se saranno confermate le previsioni di un nuovo incremento dei consumi di acqua, nei primi tre mesi si registra un aumento di 4,08% , la tariffa preventivata per l'esercizio 2012 dovrebbe presentare valori significativamente più bassi».
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