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“Pizzi” e la “Sorella acqua”: la personale
VOLTERRA. L’atelier ventennale si apriva nelle stanze da “terzo millennio” del Chiarugi: uno degli ex reparti dell’ospedale psichiatrico di Volterra dove è riuscito a far convivere e incontrare la...
VOLTERRA. L’atelier ventennale si apriva nelle stanze da “terzo millennio” del Chiarugi: uno degli ex reparti dell’ospedale psichiatrico di Volterra dove è riuscito a far convivere e incontrare la grande comunicazione visiva dell’arte contemporanea e l’umanesimo doloroso che trasudava dall’incancellabile storia tramandata dall’ambiente. Il maestro volterrano Ennio Furiesi (nella foto), il timido geniale “Pizzi”, torna sulla sua personale scena espositiva con l’ultima ricerca, forse rinnovativa e purificatrice, pur nel messaggio ammonitore, ma sempre alle prese con l’imponderabile, in un fenomeno irrisolto fra materia e non-materia: la “Sorella acqua”. È l’ultimo giorno, oggi, per ammirare la sua arte nella sede del Teatro di Nascosto all’ex palestra Docciola. La personale ripercorre un itinerario esistenziale in indissolubile sodalizio con la ricerca pittorica e installativa, scandita dalle prima eccellenze in artigianato, poi le eleganti opere modulari blindate, ispirate alle alte finestre esterne ed interne dell’atelier, fino alla caduta libera nella pioggia di schegge umane e disumane, che ri-disegnava lo spazio-tempo. Orario: 10-13 e 17-19.
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