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“Guerra” tra insetti per salvare i castagni
Domani a Castelnuovo e Sasso si lanciano gli antagonisti della “vespa cinese” Il Comune dà un contributo per sostenere la lotta dei coltivatori locali
CASTELNUOVO. E finalmente l’antagonista naturale arriva. Domani. Portando ossigeno a quei poveri castagni letteralmente assaliti dalla “vespa cinese”. Quel Cinipide Galligeno proveniente dalla Cina che da tempo ha infestato i castagneti dell’Alta Valdicecina.
Così nel capoluogo, dopo i tanti appelli lanciati dall’associazione dei castanicoltori il Riccio, domani saranno fatti 2 lanci del Torymus sinensis e uno nel vicino borgo geotermico di Sasso Pisano, l’antagonista naturale già sperimentato in Piemonte a partire dal 2003 con buoni risultati.
«Questo insetto ha messo a dura prova gli alberi del nostro comune, tanto che i castagni sono proprio il simbolo di questo territorio, finalmente si pone rimedio», commenta a caldo il sindaco di Castelnuovo Alberto Ferrini.
E insieme agli antagonisti naturali ecco che sarà sperimentata anche una concimazione speciale per rafforzare le difese immunitarie di questi alberi. Ma le novità non finiscono qui. Entro metà maggio, infatti, tutti possono fare richiesta di contributo proprio per la sperimentazione. Il Comune mette a disposizione 3mila euro. «Prossimamente - aggiunge – uscirà invece un vero e proprio bando per le potature, abbiamo messo a disposizione 10mila euro».
Rispetto alla “vespa cinese”, la presenza, sul territorio locale, di questo fattore nocivo ha avuto nella recente stagione un massiccio incremento, minacciando di fatto la produzione delle castagne e dei marroni per la prossima stagione e per le altre che seguiranno. Tante le segnalazioni raccolte nel maggio scorso a Castelnuovo, Sasso Pisano, Serrazzano e Montecastelli Pisano. La deposizione delle uova avviene generalmente tra la fine di maggio e la fine di luglio: l'adulto inietta all'interno della gemma, oltre le uova, un secreto che altera i meccanismi di accrescimento dei tessuti.
Gli effetti prodotti dall'attacco di questo insetto sono: arresto dello sviluppo dei germogli, una riduzione della crescita delle piante e conseguentemente una drastica riduzione della produzione di frutti, di media del 70-80%.
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