«C’ero anch’io, a manifestare insieme a mia figlia»
CASCINA. «Benedetta è stata arrestata mentre aveva in braccio una femmina di beagle, la stava liberando... Credo che il dispiacere più grande per mia figlia, al di là del carcere, sia stato proprio...
CASCINA. «Benedetta è stata arrestata mentre aveva in braccio una femmina di beagle, la stava liberando... Credo che il dispiacere più grande per mia figlia, al di là del carcere, sia stato proprio quello di non aver potuto salvare quella mamma». Quando incontriamo Adriana Merighi, la madre di Benedetta Barsotti, 21 anni di Cascina, una dei 12 attivisti arrestati a Brescia dopo il blitz nell’allevamento di Green Hill, si è da poco conclusa l’udienza di convalida degli arresti.
«È stata una giornata lunga – continua Adriana – ma ora so che Benedetta è libera. Sono tutti scarcerati, torneranno tra poche ore a casa».
La manifestazione di sabato e gli arresti hanno smosso le coscienze. Le crudeltà commesse nell’azienda di Montichiari sono sotto gli occhi del mondo. «Sabato ero con mia figlia a manifestare – continua Adriana – da mesi ci stiamo impegnando, con tanti altri animalisti, per fare chiudere Green Hill».
Madre e figlia lo scorso dicembre sono rimaste per un mese davanti all’azienda , impegnate in un lungo sciopero della fame. E poi sono arrivate le manifestazioni, i cortei, i volantinaggi per dire no alla vivisezione. Quella di Benedetta è una famiglia molto impegnata sul fronte del rispetto dei diritti degli animali. Il padre, Fabrizio, più di 20 anni fa, quando il Comune non voleva farsi carico dei mille problemi del canile Rifugio Tom, portò due cani randagi nell’ufficio del sindaco, in segno di protesta. Madre e figlia sono unite dallo stesso pensiero animalista. Adriana questo la sa bene e quando sabato ha visto Benedetta mentre con altri giovani si arrampicavo sulla rete di recinzione di Green Hill fin dall’inizio ha messo in conto quello che sarebbe potuto accadere. Lo conferma Adriana, mentre risponde di continuo al telefono, seduta al tavolo in cucina. In tanti sono ansiosi di sapere quando gli attivisti torneranno a casa. E poi Benedetta può telefonare da un momento all’altro.
«Mia figlia, come del resto noi, ha un grande rispetto per la vita in tutte le sue forme. Ho saputo del suo arresto subito, l’avevo vista entrare. Si sono fatti prendere dall’emotività quando hanno visto che erano quasi arrivati ai cani. Sono riusciti a salvarne almeno 40, sono pochi quelli recuperati dalla polizia. La sera Benedetta mi ha telefonato: solo poche parole. “Stai tranquilla”. Ho nominato subito un avvocato di fiducia anche se in tanti si sono offerti di dare una mano e di difendere gratuitamente gli attivisti arrestati».
Per i genitori una giornata di attesa prima di poter avere a casa la figlia. «Voglio dire una cosa della polizia: mi sono trovata a vedere due poliziotti piangere come bimbi quando hanno visto liberare i cani. Solo un vicequestore ha tirato una pietra contro di noi e preso a calci un anziano che manifestava. Per il resto non c’è stata violenza. Voglio dirlo».
In serata Benedetta, che lavora come commessa a Pontedera, è tornata in famiglia. «Abbiamo aspettato in gloria questo momento» dicono i genitori.
Sabrina Chiellini
Altro servizio a pag. 10
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