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I cascinesi vogliono nuovi parcheggi e più manutenzioni
C’è poi chi punta sui parchi-gioco o sulla raccolta dei rifiuti fatta con il porta a porta: le idee del bilancio partecipativo
CASCINA. La prima scommette sull’accesso gratuito ad internet veloce su tutto il territorio. L’ultima auspica invece una riqualificazione di via Piccina vicino all’incrocio con via Rotina a Latignano. 69 pagine scritte nero su bianco. Sono quelle che descrivono le proposte raccolte durante la fase numero uno del bilancio partecipativo del Comune di Cascina. Proposte arrivate a valanga e suddivise per tematiche. 132 idee lanciate dai cittadini cascinesi che sperano di trasformarle in realtà. 132 idee che potrebbero essere finanziate con il milione di euro che l’amministrazione mette a disposizione nell’ambito del progetto “Cascina partecipa”. Ma anche 132 bisogni da soddisfare o punti da sviluppare. Perché tanto coinvolgimento nelle scelte di indirizzo politico e pratico può indicare un aumento inaspettato di interesse e senso civico ma può anche fotografare necessità non ancora risolte, dubbi non ancora ascoltati. Perché, se l’obiettivo è quello di dotarsi di una bussola speciale che dovrà accompagnare Cascina nel suo viaggio verso il futuro, lo scenario di questa programmazione strategica si fonda su richieste, piccole o grandi, serie o a volte strampalate, che comunque non sono mai, almeno per il momento, state accolte. E non a caso nella torta che riassume i progetti presentati, il tempo libero e la cultura, l’ambiente e il decoro urbano e la viabilità sono i tre spicchi che si equivalgono e che si contendono, raggiungendo ciascuno il 20%, le priorità dei cascinesi.
Viabilità e mobilità sostenibile. Dalla realizzazione di nuovi parcheggi, sulla Tosco Romagnola, a San Giorgio, a San Frediano, alla creazione o alla manutenzione dei vecchi sottopassaggi a Visignano. Dall’esigenza di una navetta che trasporti i passeggeri fino a Ripoli e a Riglione a percorsi ciclopedonali dove siano ovviamente rimossi gli ostacoli e le barriere architettoniche. Dal miglioramento del traffico vicino alle scuole al rifacimento dell’asfalto in diverse vie cittadine, ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma sullo stesso piano stanno anche le riflessioni che ruotano intorno alla cura del proprio paese.
Ambiente e decoro urbano. Così la riqualificazione di Cascina e frazioni è al centro dei pensieri degli abitanti. Con l’incremento della raccolta dei rifiuti porta a porta, l’attenzione al verde pubblico, le bonifiche dall’eternit, i giardini e gli orti condivisi, la pulizia delle fognature a Casciavola e Latignano, il restyling di Cascina, la nascita di impianti fotovoltaici e di fontanelli di acqua depurata, soprattutto in zona Santa Maria e Spartivento.
Benessere e cultura. C’è poi chi punta sui parchi gioco, sugli spazi polifunzionali adatti ad accogliere, in base alle conformazioni previste, bambini, famiglie e anziani, alla spiaggia per cani e padroni lungo il fiume Arno, a un planetario, ad uno skatepark o a un museo interattivo.
Lavoro, economia e sviluppo. Fanno parte invece di questo settore il sogno di arginare la disoccupazione con l’utilizzo di risorse economiche da dedicare ai precari, la ricerca di sobrietà nell’uso delle risorse pubbliche, l’esigenza di una piscina terapeutico-riabilitativa ai Remaggi e la nascita di un’area della tecnologia.
Pari opportunità, sicurezza e legalità. Chiudono la lunga lista una manciata di progetti che spaziano su tali argomenti. E fra questi spicca l’intenzione di organizzare una festa interculturale e la voglia di fondare una tv della comunità con step che vanno dall’ideazione di corsi d’informatica ai laboratori multimediali, alla gestione di siti web.
I più curiosi. Non mancano infine le proposte più strane, fantasiose e originali. Come un mini allevamento amatoriale composto da una coppia di gatti sacri di Birmania dagli occhi blu o l’allestimento di un villaggio di mestieri tradizionali. Una sorta di vera e propria riproduzione di un quartiere rinascimentale con tanto di attività, botteghe e officine dove replicare le antiche professioni artigianali. Perché, in un momento di crisi delle istituzioni democratiche, la strada per la redenzione della politica forse passa anche attraverso strumenti partecipativi di questo tipo.
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