Il Tirreno

Pontedera

I negozi di vicinato? Un ricordo, chiude l’unica ferramenta

I titolari, Fabrizio e Sergio: «Siamo in perdita da un anno La colpa non è nostra, in centro non c’è più gente»

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SAN MINIATO. Finché si resta ai numeri la bilancia delle attività commerciali tende a riequilibrarsi: per i tanti negozi persi negli anni, se pur lentamente, qualcosa si è mosso e si sta muovendo.

Eppure, è nella tipologia delle attività che San Miniato segna il cambio di passo rispetto al passato. A trainare il settore è senza dubbio la ristorazione, in tutte le sue forme, che ha già portato all'ombra della Rocca nuovi esercizi e che presto ne dovrebbe trainare altri, di cui un paio nella centralissima piazza del Popolo. Attività pensate giustamente per una San Miniato di visitatori e turisti. A questo, però, fa da contraltare l'evidente difficoltà del commercio tradizionale, dei piccoli negozi di vicinato rivolti ad una clientela di residenti, per coloro che a San Miniato ci vivono. Tanti gli esercizi che se ne sono andati negli ultimi anni: dai generi alimentari alla biancheria, dal fruttivendolo alla sarta, senza dimenticare le attività salvate in extremis come l'edicola e la pescheria. Le ragioni sono in buona parte riconducibili alla graduale diminuzione degli abitanti, che al tempo stesso è causa ed effetto del calo del commercio tradizionale. Una città, quindi, che rischia di spegnersi lentamente. È questo il quadro che nel giro di pochi mesi, salvo sorprese, si porterà via anche la storica ferramenta Gozzini di via IV Novembre, l'unica di San Miniato, gestita da alcuni anni da Fabrizio Falaschi e Sergio Giratoio. «Vorremmo poter dire che la colpa è nostra – dice Falaschi – ma la realtà è che a San Miniato non c'è più gente, non c'è clientela. Cerchiamo di tenere duro, ma di fatto siamo in perdita da almeno un anno. Abbiamo provato a tenere i prezzi bassi, a offrire sempre varietà di prodotti, facendo anche lavori e riparazioni a domicilio. Ma non basta più. Un po' ha influito anche la crisi: fino a qualche anno fa c'erano ditte e falegnami che si servivano da noi. Per chi arriva con l'auto, poi, c'è sempre la paura della multa». Senza dimenticare, inoltre, i prezzi esagerati degli affitti per i fondi commerciali, che si aggiungono alle scadenze della banca. «Si parla spesso di creare iniziative, di migliorare le piazze. È giusto – dice Falaschi – ma la priorità per il centro dovrebbe essere il ripopolamento». I due titolari si dicono comunque decisi a non abbandonare del tutto il centro storico: «Stiamo pensando di chiudere – spiegano - per aprire qualcosa di diverso e di più piccolo sempre a San Miniato. Ma per adesso sono solo idee».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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