Il Tirreno

Pontedera

Tendone de La Serra soluzione tampone in vista del 25 aprile

SAN MINIATO. Si respira ottimismo attorno al tendone de La Serra, passato nella mani del Comune dopo l’ordinanza di demolizione scaduta a febbraio. La sensazione è che un accordo sarà trovato nel...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Si respira ottimismo attorno al tendone de La Serra, passato nella mani del Comune dopo l’ordinanza di demolizione scaduta a febbraio. La sensazione è che un accordo sarà trovato nel giro di pochi giorni: se non in forma definitiva, quanto meno sufficiente a garantire la Sagra del Baccello in programma dal 25 aprile al 1° maggio.

Sulla questione interviene anche Confesercenti, che indica il tendone de La Serra come «un caso limite». «È inconcepibile – dice Franco Brogi, presidente Fiepet Confesercenti Empolese-Valdelsa – che nel nostro territorio si registrino ancora casi come questo, e che nonostante tutte le polemiche si annunci l’ennesima sagra “di stagione”. Il caso limite de La Serra dimostra come i nostri amministratori non sappiano o non vogliano disciplinare un fenomeno, quello delle sagre, che annualmente costa ai ristoratori del nostro territorio almeno un 25-30% in termini di fatturato».

Brogi suggerisce un regolamento unico, per Empolese-Valdelsa e Valdarno Inferiore, «con cui introdurre – spiega – veri elementi di programmazione e disciplina del fenomeno. Le sagre si facciano se rispettano requisiti di qualità e di promozione del prodotto locale. Si ha invece l’impressione che tali eventi servano solo ed esclusivamente a finanziare attività di carattere politico, associativo e ricreativo che niente hanno a che fare con l’esercizio di impresa, e con le regole che sovraintendono al fare impresa».

«Se ci vogliamo incontrare per una regolamentazione siamo disponibili – afferma il presidente del circolo Arci Tiberio Mannaioni –, ma non accettiamo di essere considerati un caso limite, perché le nostre sono sagre legate al territorio, ai prodotti di stagione. Il calo di fatturato dei ristoranti, poi, è dovuto a tante ragioni: le sagre possono solo essere una concausa. I ristoratori, anzi, potrebbero approfittare delle nostre sagre per farsi pubblicità, venendo a dirigere la nostra cucina a turno. Se poi, come dice qualcuno, non si abbassano a cucinare ad una sagra, significa allora che non esiste concorrenza perché lavoriamo su piani distinti». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web