Il Tirreno

Pontedera

Ultimatum di 5 giorni interviene il prefetto sul consiglio in stallo

di Nilo Di Modica

Santa Maria a Monte, entro lunedì la convocazione urgente Turini: «L’opposizione ci impedisce di assolvere alla legge»

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SANTA MARIA A MONTE. Consiglio diffidato, mezzo salvato. Questo almeno è lo spirito della diffida notificata ieri al Comune di Santa Maria a Monte e rivolta a tutti i membri del consiglio, che è paralizzato dal 14 marzo quando maggioranza e gruppi di opposizione si trovarono in perfetta parità, 10 contro 10, sul voto per la surroga di Marco Massetani, consigliere dimissionario del Pd.

La sostituzione con la seconda dei non eletti per la lista Uniti per Santa Maria a Monte Franca Giovannetti (la prima, Sabrina Malacarne, ha rinunciato) dopo un mese e ben tre consigli non è stata ottemperata, costringendo la prefettura a intervenire con un’intimazione a procedere che probabilmente cadrà nel vuoto.

Solo cinque, e non 10 come ci si aspettava, i giorni che il prefetto di Pisa Antonio De Bonis concede ai politici per fare un nuovo consiglio e votare la sostituzione, che definisce un «atto dovuto, la cui obbligatorietà e natura vincolata lo sottrae a qualsiasi relazione di discrezionalità amministrativa». In altre parole, la politica e le chiacchiere stanno a zero, mancando elementi di illegittimità o ineleggibilità riferibili alla Giovannetti.

Il consiglio potrebbe svolgersi nei prossimi giorni, entro lunedì prossimo e con convocazione d’urgenza in 24 ore, con esiti comunque quasi scontati. Dalle opposizioni, infatti, non giungono segni di resa e questo quasi sicuramente porterà a una nuova fumata nera, della quale la prefettura a quel punto dovrà prendere atto prima di procedere alla nomina del commissario “ad acta”, chiamato ad assolvere d’ufficio a quell’unico atto che il consiglio non è più in grado di fare.

Un’operazione che potrebbe portar via molti altri giorni, in una situazione di stallo che il sindaco David Turini imputa alla «irresponsabilità della nuova compagine d’opposizione», formata da Programma di Libertà, Progetto per Santa Maria a Monte, Partito Socialista, Gruppo Le Colline, Gruppo Indipendente di Sinistra.

«Fino ad oggi si sono tutti quanti presi la gravissima responsabilità di aver bloccato il normale svolgimento del consiglio per mere questioni d’ostruzionismo, senza che vi fossero elementi d’illegittimità – afferma il primo cittadino –. Adesso si faranno carico di fronte al prefetto delle loro scelte, che ad oggi impediscono di assolvere a un obbligo di legge e si mettono di traverso a un diritto inviolabile tanto della cittadinanza di essere rappresentata che della consigliera a sostituire il consigliere dimissionario. Francamente non capisco dove vogliano arrivare e cosa pretendano di ottenere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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