Italia
Contributi ai disabili per i loro assistenti: domande fino al 30
PONTEDERA. Esssere liberi di scegliere e di agire. Di sognare e di decidere della propria vita. È su questi binari di integrazione e lotta all’isolamento che viaggia un “progetto di vita indipendente”...
PONTEDERA. Esssere liberi di scegliere e di agire. Di sognare e di decidere della propria vita. È su questi binari di integrazione e lotta all’isolamento che viaggia un “progetto di vita indipendente”. Che consente a chi ha una disabilità grave di ricevere, grazie al supporto di un’assistente di fiducia, servizi “su misura” a casa propria. Per il trasporto, per la cura personale, per la spesa quotidiana, per il sostegno allo studio. Vita indipendente fa rima insomma con l’occasione di dare pari opportunità ai diversamente abili. Significa garantire i loro diritti così come sono garantiti quelli dei coetanei normodotati. Significa concretamente, per i disabili stessi, trasformarsi in datori di lavoro e “assumere” direttamente un aiutante: una persona che con regolari mansioni lo assista nella dura quotidianità.
Dagli spostamenti alle pulizie. A questi principi si ispira l’operazione finanziata dalla Regione Toscana che ha stanziato 5 milioni e 200mila euro, che dalle aziende Asl e dalle Società della Salute verranno poi ridistribuiti. «Ancora non sappiamo l’importo sul quale la nostra zona potrà contare – sottolinea il direttore della Sds Valdera Patrizia Salvadori – ma i presupposti positivi ci sono tutti». Già l’anno passato, nella fase pilota la Sds della Valdera ha potuto appoggiare 6 utenti nei loro rispettivi bisogni, distribuendo a pioggia 900 euro al mese per sostenere i piani di studio, lavoro e cura proposti.
Pari diritti. «I progetti di "Vita indipendente" sono dei percorsi rivolti all’autonomia – continua Salvadori – e si differenziano dalle azioni di carattere puramente assistenziale perché il disabile lascia la posizione di "oggetto di cura" per diventare "soggetto attivo", che prende decisioni riguardo alla propria vita».
Le modalità. C’è tempo, per presentare i progetti, fino al 30 aprile. Poi le Uvm, Unità di valutazione multidisciplinare, dell’Azienda sanitaria valuteranno le domande arrivate secondo criteri quali la gravità, la tipologia degli obiettivi specifici, la condizione familiare, abitativa e ambientale. E sulla base del progetto, al disabile, che deve avere un’età compresa tra i 18 e i 65 anni, sarà riconosciuto un contributo mensile compreso tra un minimo di 800 e un massimo di 1.800 euro, con il quale retribuire l’assistente personale. Il rapporto con l’assistente (non un parente né un affine entro il terzo grado) dovrà essere regolarmente formalizzato.
I numeri. I dati in Valdera parlano chiaro. Sono 1.800 i disabili conosciuti dai servizi della Sds. «42 frequentano l’asilo nido, 207 le scuole di primo grado, 74 quelle di secondo grado, 2 l’università. E ancora – conclude con cifre e statistiche Salvadori – a 231 ragazzi viene fornita assistenza scolastica, 85 invece usufruiscono di ausili extrascolastici, 131 dell’aiuto personale e 161 del trasporto. 84 disabili sono poi inseriti in percorsi borse-lavoro, 24 in strutture residenziali, 52 nei centri diurni e 86 coinvolti in attività estive».
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