Il presidio
Un’impresa dietro quell’ente no-profit
Denunciato il rappresentante legale, che occupa anche una casa popolare. Verifiche del Comune
PONTEDERA. Enti non a scopo di lucro. Ma solo a parole. La Guardia di Finanza di Pontedera, facendo verifiche ad enti non commerciali (fondazioni, associazioni, organizzazioni di volontariato, associazioni sportive) senza fine di lucro e che per questo godono di speciali agevolazioni nonché di un particolare regime fiscale, ha scoperto una presunta truffa che riguarda un cittadino di Pontedera e che chiama in ballo, come parte offesa, anche l’amministrazione comunale.
Andando a caccia di enti “no-profit” gestiti furbescamente come imprese commerciali, sono arrivati alle case popolari di via Matin Luther King (nel quartiere Oltrera) aiutando così il Comune e Apes a mettere gli occhi su una situazione che si presume sia alquanto anomala.
È stata infatti portata a termine una verifica fiscale nei confronti di un’associazione di caccia che, di fatto, svolgeva l’attività di una vera e propria impresa commerciale. «L’attività ispettiva, che ha messo in luce un utilizzo indebito della veste giuridica degli enti “no-profit”, ha consentito di contestare violazioni ai fini Iva, Irap ed imposte dirette per importi superiori a 400mila euro«, ha spiegato la Guardia di Finanza di Pontedera.
È stato appurato che il rappresentante legale, oltre a beneficiare degli utili conseguiti dall’associazione, occupa un alloggio di edilizia popolare di proprietà del Comune di Pontedera. Una situazione che gli permette di pagare un canone di locazione bassissimo grazie ai redditi minimi dichiarati. Proprio in base alla relativa autocertificazione è stato denunciato all’autorità giudiziaria di Pisa per la produzione di false attestazioni e truffa ai danni di un ente pubblico e, a breve, sarà inoltrata comunicazione al Comune di Pontedera per le valutazioni di sua competenza.
Il Comune ha subito precisato (senza rivelare il nome del cittadino denunciato)che la casa popolare in questione è stata assegnata nel 2001 e che già dal mese di febbraio (quando la Finanza ha chiuso la verifica) l’amministrazione si è attivata con Apes per effettuare tutte le verifiche del caso per il recupero del canone non corrisposto e per capire se il cittadino ha ancora i requisiti per abitare in una casa popolare. Se così non fosse, l’assegnazione verrà revocata. Ancora, comunque, non si conosce l’esito degli accertamenti di Apes.
«In questi momenti di difficoltà economica – afferma l’assessore comunale Marco Cecchi – ancora maggiore è l'attenzione che l'amministrazione comunale pone nel vigilare fenomeni di evasione fiscale ed elusione di redditi, particolarmente nei casi in cui ne può conseguire un indebito beneficio». Cecchi precisa che, a suo avviso, «la contestazione dei 400mila euro riscontrata dalla Guardia di Finanza si riferisce a più anni».(s.c.)
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