Il Tirreno

Pontedera

Cordone ombelicale boom di donatori già 15 da inizio anno

Il sangue che viene raccolto al momento del parto può essere utilizzato come il midollo osseo

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SAN MINIATO. Un gesto d’amore che sta prendendo sempre più piede. Sono quindici le donazioni di sangue contenuto nel cordone ombelicale registrate dall’inizio del 2012 all’interno dei confini dell’Asl 11. Sangue cordonale che viene raccolto al momento del parto e inviato alla Banca del sangue cordonale dell’azienda ospedaliero universitaria fiorentina di Careggi.

Da gennaio nei consultori dell’Asl 11 si sono già svolti numerosi incontri informativi con le future mamme, e si ripeteranno mensilmente nell’Empolese (nel distretto di via Rozzalupi) e nel Valdarno Inferiore (nei locali dell’ospedale “Degli infermi” di San Miniato). Nel 2010 sono state 75 contro le 50 del 2011, a fronte di una prestazione che l’azienda sanitaria ha attivato nel 2005.

Il sangue contenuto nel cordone ombelicale (Sco) e raccolto al momento del parto, rappresenta una preziosa sorgente di cellule staminali emopoietiche, ossia quelle stesse cellule che sono contenute nel sangue periferico e nel midollo osseo e che sono capaci di generare le cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). Può quindi essere utilizzato come il midollo osseo e le cellule staminali del sangue periferico, per effettuare il trapianto in pazienti affetti da molte malattie ematologiche (leucemie, linfomi) e da malattie genetiche quali l’anemia mediterranea o il morbo di Cooley.

La Banca di Careggi, che opera nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, oltre che raccogliere e conservare le donazioni solidaristiche del sangue cordonale (a disposizione della comunità), conserva quello per donazioni ad uso dedicato, cioè in tutti quei casi in cui può essere utilizzato per un membro della famiglia affetto da una patologia curabile con le cellule staminali emopoietiche, oppure nel caso in cui nell’ambito della famiglia stessa vi sia un elevato rischio di malattie genetiche, che potrebbero riguardare futuri figli.

Le donazioni ad uso dedicato, a fronte della presentazione di motivata documentazione clinica, sono offerte dalle Banche senza alcun onere economico. Ma, in generale, la raccolta e la conservazione, per le finalità indicate sopra, possono essere effettuate solo a fronte di una valutazione di idoneità alla donazione e di una sottoscrizione di consenso informato da parte di entrambi i genitori.

Si tratta di una donazione volontaria e assolutamente indolore, sicura e non invasiva per la mamma e per il neonato. La raccolta viene effettuata da personale sanitario qualificato mediante formazione documentata, mentre altri sanitari prestano alla mamma e al neonato l’assistenza dovuta che è, in ogni caso, prioritaria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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