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Al lavoro per gli eventi aspettando il sindaco
Bar, ristoranti, commercianti, albergatori in attesa di un confronto col Comune «Disponibilità a rivitalizzare il centro e per la prima volta siamo tutti uniti»
PONTEDERA. Al lavoro per il cartellone degli eventi. Da maggio fino a settembre. In attesa che l’amministrazione da qui a un paio di giorno li riceva. Sono ormai una quarantina tra titolari di bar, ristoranti, commercianti e albergatori pronti a unire le forze per rivitalizzare il centro di Pontedera. Nato come comitato spontaneo di pubblici esercenti, il gruppo si è allargato a macchia d’olio in città e ieri sono stati tanti gli imprenditori del commercio che si sono riuniti nel quartier generale di Confcommercio per un confronto di idee, problematiche e proposte.
«Siamo in questa sede non per mettere una bandiera, ma semplicemente perché l’amministrazione ci ha detto che non poteva riconoscere come interlocutore ufficiale un comitato spontaneo», ribadisce Gimmy Scatassa.
Nonostante la sua carica di presidente dell’associazione, lui, come gli altri in sala sottolineano che la volontà comune è quella di parlare da imprenditori. Ognuno del proprio settore. In sala circola il documento protocollato in Comune in data 30 marzo di Confcommercio: è una fotocopia di quello che già il comitato spontaneo aveva presentato il 16 marzo (allegato dietro a mo’ di promemoria). Quello in cui si chiedono risposte per tariffe di occupazione del suolo pubblico, modalità di pagamento, questione suolo pubblico in piazza Trento e flessibilità di inizio periodo concessioni (deroga pasquale per l’allestimento dei gazebo).
«Ci presentiamo al sindaco con la disponibilità di tutti noi di organizzare eventi, finanziandoli privatamente in cambio di un aiuto economico sotto forma di incentivo o sgravio. Quello che riusciremo a risparmiare lo investiremo per rivitalizzare il centro». Sono tutti d’accordo. Dai vari locali del centro si mette il dito sull’attuale situazione che si respira la sera dalle 19.30 in poi. «Ormai c’è il coprifuoco, bisogna riportare gente in strada».
Il termometro della disponibilità da parte comunale è ancora tutto da misurare. «Con il secondo documento ci aspettiamo che in un paio di giorni ci possano ricevere». C’è incredulità e rabbia negli imprenditori per queste settimane di non ascolto. Il disappunto degli albergatori è plateale. «Non possiamo subire vessazioni non concordate come la tassa di soggiorno, ben venga un gruppo come questo, trasversale, che si impegna insieme per la città», dice il titolare del Bed and breakfast i Platani. Uniti e coesi, questa la caratteristica del gruppo. «Ci troveremo a subire una concorrenza sleale, da parte di tutte quelle persone che per risparmiare andranno a dormire nei comuni vicini. Nei dintorni nessuno ha messo questa tassa». Dalla struttura chic delle Sodole una riflessione condivisa: «Perché non mettere un contributo di 1 euro a chi visita il museo Piaggio, per esempio?»
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