Accusato di devastazione protesta l’avvocato
SAN MINIATO. È ancora sottoposto alla misura degli arresti domiciliari Carlo Seppia, il giovane di 28 anni militante dei centri sociali antagonisti di San Miniato che l’ottobre scorso è stato...
SAN MINIATO. È ancora sottoposto alla misura degli arresti domiciliari Carlo Seppia, il giovane di 28 anni militante dei centri sociali antagonisti di San Miniato che l’ottobre scorso è stato arrestato per aver partecipato all'incendio del blindato dei carabinieri durante gli scontri di Roma del 15 ottobre. Il processo in cui il ragazzo è imputato del reato di devastazione è in corso a Roma ed è per ora nelle fasi preliminari. La prossima udienza è fissata per il 12 luglio. Nel frattempo, l’avvocato Silvia Davini del foro di Pisa, difensore del giovane, ribadisce che a suo avviso la misura degli arresti domiciliari «è eccessiva rispetto al ruolo reale avuto da Seppia quel giorno a Roma».
Il riconoscimento del ragazzo sarebbe avvenuto grazie ad una foto pubblicata dall'edizione on-line de Il Giornale. Ma non solo. Ci sono riprese filmate dall’elicottero della polizia che «mostrano chiaramente quanto sia stato marginale il ruolo di Seppia – continua Davini –. Lui interviene solo quando l’assalto è già stato compiuto da un gruppo di soggetti armati e travisati che non sono mai stati arrestati». Nelle immagini, secondo l’avvocato, «si vede bene che la camionetta aveva già preso fuoco quando il giovane ha versato la bottiglietta il cui contenuto non è stato ancora chiarito. Il mezzo dei carabinieri è stato distrutto evidentemente dal gruppo di black-bloc». Seppia fin dall’inizio ha ammesso di essere lui quello nella foto, ma nello stesso tempo ha sottolineato che il liquido in questione era una semplice bevanda, un miscuglio di liquore e Coca Cola. Si è anche difeso dicendo di non avere avuto alcun ruolo nella distruzione del mezzo dei carabinieri. «I veri responsabili della devastazione e dei danneggiamenti – aggiunge l’avvocato Davini – non sono stati individuati. Non si capisce perché nei confronti di Seppia debba essere mantenuta questa misura. Ha ottenuto di andare al lavoro, in un ristorante, due giorni alla settimana. Ma è tutto molto eccessivo».(s.c.)
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