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Tassa di soggiorno: il Comune tira dritto fra le proteste
Albergatori infuriati per la «decisione calata dall’alto» L’assessore: forse è possibile lo slittamento a maggio
PONTEDERA. Riunione-baruffa ieri tra albergatori e Stefano Tognarelli, assessore pontederese alle attività produttive. Oggetto del contendere, la tassa di soggiorno che il Comune ha deciso d'istituire. La sala consiliare dov'erano riuniti 21 imprenditori si è infiammata più volte, specie quando Tognarelli, dopo aver ascoltato la lettura di un documento preparato dagli albergatori, in cui chiedevano di congelare la decisione, ha detto che «Il tempo per discutere della tassa di soggiorno è finito. Ormai, questa amministrazione ha preso la sua decisione». Un intervento che ha aperto un acceso scambio di opinioni tra l'assessore e gli albergatori, durato alcuni minuti.
Tariffari già decisi. «È proprio questo il punto – ha detto Orietta Minacciati dell'affittacamere “Il Chiesino” –: ci avete imposto una tassa senza nemmeno interpellarci. E il brutto è che la dovremo pagare noi». Uno dei punti della questione è proprio questo e lo ha spiegato Alessia Morelli della Fattoria Santa Lucia de La Rotta: «Ad ottobre dobbiamo comunicare alla Provincia le tariffe per l'anno successivo. Ovviamente, quelle di quest'anno non comprendevano la tassa di soggiorno. Abbiamo già stipulato accordi con aziende per ospitare il loro personale in trasferta e le prenotazioni per l'estate non prevedono questa spesa in più. In questo momento di crisi, avremo un crollo e per di più dovremo pagare noi i costi aggiuntivi. Non diciamo “no” alla tassa di soggiorno, ma non nella maniera con cui è stata applicata».
Serve più tempo. È stato il pensiero di tutti gli albergatori. «Fatela partire dal prossimo settembre – ha proposto Yolayne degli Azzoni del resort Le Sodole, rivolgendosi a Tognarelli –. Dateci il tempo di adeguare tariffe e bilanci, così come è stato fatto per i grossi centri come Roma e Venezia. Oltre alla tassa di soggiorno, avremo l'aumento dell'Iva e l'Imu a cui far fronte. Spese in più non indifferenti che graveranno anche sulle assunzioni per l'alta stagione che avevamo già cominciato a pianificare». La paura degli albergatori è questa, oltre al fatto che «Pontedera sarà l'unico comune ad avere la tassa di soggiorno – come ribadito da Michela Bonsignori, dell'affittacamere Il Piccolo – mentre il resto di quelli che fanno parte dell'Unione Valdera non l'applicheranno. E molte strutture non pontederesi stanno addirittura pubblicizzando la differenza sui loro siti internet».
Un mese in più, forse. «M'impegno a proporre alla giunta di far slittare l'entrata in vigore della tassa di soggiorno dal primo aprile al primo maggio», ha detto l'assessore Tognarelli, aggiungendo anche che «parte dei soldi ricavati dall'applicazione della tassa verranno investiti in iniziative per portare turisti e persone a Pontedera durante i weekend, così come suggerito da Claudio Andolfi dell'hotel Armonia. So che servirebbe, specie nel turismo, una politica unitaria all'interno dell'Unione dei Comuni della Valdera, ma finché non troveremo la quadra, la tassa di soggiorno a Pontedera resta un obbligo».
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