Brucia il ricovero usato dai senzatetto lungo l’argine
Paura nel pomeriggio vicino alla passerella sull’Era lungo intervento dei pompieri vicino al polo scolastico
PONTEDERA. Potrebbe essere partito da una baracca usata come ricovero per barboni l’incendio che ieri si è esteso ad un canneto lungo l’argine dell’Era vicino alla passerella scolastica.
In questo ricovero abitavano, ormai da diversi mesi, due immigrati del Marocco che vivono in città. Non è chiaro se i due uomini fossero nella baracca quando si è sviluppato il rogo. I due sono rimasti illesi e quando sono arrivati i pompieri del distaccamento di Cascina si erano allontanati. A dare l’allaeme sono stati alcuni passanti che hanno visto il fumo lungo l’argine.
Sono giorni questi, la pioggia caduta ieri non ha è servita a molto dopo giorni di siccità, in cui si verificano molti incendi di sterpaglie. Inizialmente, quando è stato segnalato il fuoco, si è pensato che qualcuno avesse pulito un terreno lungo l’argine o che si trattasse di uno dei tanti piccoli fuochi dovuti a una disattenzione.
Invece i pompieri hanno visto che il fuoco con molta probabilità era partito proprio dal quel povero ricovero frequentato da migranti che non hanno un tetto dove vivere. Stando al racconto dei cittadini la presenza della baracca era nota e in alcune occasioni anche le forze dell’ordine avrebbero effettuato controlli lungo l’argine e identificati i marocchini che dormivano vicino alla passerella.
In quest’area è stata trovata anche una bombola del gas collegata a un piccolo fornello. Bombola che è stata subito messa in sicurezza per evitare conseguenze più gravi.
Dell’incendio è stata informata anche la polizia che inviato sul posto una volante. Si è trattato comunque di un fuoco partito per cause accidentali, così almeno è stato spiegato.
È stato spiegato che ogni volta che va a fuoco un capanno o una baracca dove vivono senzatetto il fatto viene segnalato alle forze dell’ordine per le verifiche necessarie.
Anche nella nostra realtà sono in aumento le persone che non hanno una casa o un posto dove trascorrere la notte. C’è chi si rifugia alla stazione ferroviaria, nei sottopassaggi, e chi, come nel caso di ieri, cerca un posto per ripararsi dal freddo vicino ai ponti o costruisce ricoveri di fortuna in mezzo a canneti e alla vegetazione, sperando di non dare troppo nell’occhio e quindi di non essere allontanato.
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