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Terme, c’è lo spettro dei licenziamenti
La preoccupazione di Romiti (Pd): «Non c’è chiarezza sulla gestione e sulla privatizzazione»
CASCIANA TERME. Si parla di nuovo di licenziamenti alle Terme di Casciana. E, si punta il dito sulla gestione. «Manca chiarezza –accusa Cinzia Romiti, segretaria Pd a Casciana – mentre in alcuni settori dell'azienda si è proceduto con assunzioni a tempo indeterminato, ci risulta che alcune delle operatrici sanitarie che lavorano nei reparti del centro di riabilitazione non abbiano più un rapporto diretto con l'azienda, ma lavorino per conto di una cooperativa. In un periodo di contenimento dei costi del personale questa manovra non può aver fatto crescere i costi. Ma se i costi non sono saliti e il personale è lo stesso, come possono tornare i conti? E la qualità del servizio? Che ci guadagnano le terme».
Non c'è chiarezza sulla privatizzazione: «L'ultima commissione consiliare risale a novembre, e ancora si parlava di tempi brevi per l'operazione. Ci stupisce apprendere che secondo il presidente Castaldelli ci si è dovuti prendere una “pausa di riflessione”. L'assessore al bilancio Martolini, evidentemente non è al corrente di questa pausa, se dichiara che il passaggio dalla gestione pubblica a privata potrebbe diventare realtà entro il 2012». In mezzo a queste contraddizioni, arrivano le preoccupazioni occupazionali. «Cosa sta succedendo dentro le terme? – si chiede Romiti – Quali azioni sono state intraprese per “trasferire sul mercato privato parte del fatturato fino ad ora garantito dalle convenzioni con il servizio pubblico”? A quando i ritorni? Che cosa dobbiamo aspettarci, nel frattempo, riguardo ai livelli occupazionali?»
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