Il presidio
Dalla Carismi agevolazioni alla diocesi di San Miniato
SAN MINIATO. La diocesi di San Miniato ha 91 parrocchie, alcune delle quali sono ora accorpate in centri pastorali, pertanto guidate da 65 sacerdoti. Gli edifici religiosi, chiese, oratori,...
SAN MINIATO. La diocesi di San Miniato ha 91 parrocchie, alcune delle quali sono ora accorpate in centri pastorali, pertanto guidate da 65 sacerdoti. Gli edifici religiosi, chiese, oratori, canoniche, conventi, sono 179, quasi tutti di valore artistico e storico, oltre che di attrazione turistica. Gli abitanti nella diocesi sono in aumento, circa 170 mila, è una delle più grandi della Toscana, ma le offerte non bastano mai. «Così, per far fronte alla manutenzione degli immobili, ma anche alle necessità dei religiosi, ricorriamo a una convenzione che da tempo è in atto con la Cassa di risparmio di San Miniato. E che di nuovo rinnoviamo» afferma il vescovo Fausto Tardelli.
«È la banca del territorio – spiega – ed è stata fondata da monsignor Torello Pierazzi, con quella che oggi si definirebbe mission, ma che in realtà è la vocazione per questo istituto di credito ad aiutare anche chi si trova in difficoltà. Comprese certe famiglie, verso le quali necessita sensibilità e collaborazione». E aggiunge: «Lo fa anche la Fondazione della Cassa di risparmio di San Miniato, sostenendo finalità sociali anziché pensare soltanto ed esclusivamente all’utile».
Il presidente di Carismi Alessandro Bandini riallacciandosi proprio «ai principi etici e morali che da sempre la Cassa sanminiatese ha e porta avanti – sottolinea – gli impegni per i piccoli imprenditori in Terrasanta, che sono stati di stimolo ed esempio anche per la Regione Toscana. E che hanno dato frutti, nonostante la crisi globale. Tanto che in Israele sono rimasti pochi istituti di credito».
Quanto alla convenzione appena rinnovata con la Diocesi, il presidente Bandini sostiene che: «Si tratta di condizioni agevolate, molto agevolate per questa Diocesi che è tanto vasta. Va tenuto presente il sostegno alle parrocchie, e anche agli ecclesiastici. Ma anche come far fronte a interventi straordinari agli ambienti, che magari sono antichi e proprio per tale ragione vanno tramandati».
Luciano Gianfranceschi
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