Il Sant’Anna porta i robot sui banchi delle scuole
La scienza fa capolino a scuola col progetto Acariss, finanziato coi fondi Fas dalla regione Toscana. Una sinergia fra il Centro nazionale delle ricerche di Firenze
La scienza fa capolino a scuola col progetto Acariss, finanziato coi fondi Fas dalla regione Toscana. Una sinergia fra il Centro nazionale delle ricerche di Firenze (istituto di biometereologia), scuola superiore Sant’Anna di Pisa e dipartimento di psicologia dell’università di Firenze ha permesso a circa 30 scuole medie e superiori toscane di poter toccare con mano, sperimentare e applicare i principi del metodo scientifico. «Ricercatori e insegnanti cooperano per la produzione di moduli didattici applicabili in classe. Attraverso l’osservazione diretta dei fenomeni e la sperimentazione», entra nel merito il docente del Sant’Anna Luca Sebastiani, che prende parte all’iniziativa insieme al bio robotico Paolo Dario.
Gli alunni si cimenteranno su ciclo del carbonio, meteorologia, climatologia, effetto serra, inquinamento e robotica. Senza le consuete lezioni frontali, ma costruendo stazioni meteo in miniatura, assemblando piccoli robot ed esaminando dal vivo le piante. «Prima o poi chi fa ricerca deve confrontarsi con le scuole», afferma il professor Antonio Raschi del Cnr. «Da sempre gli accademici considerano le lezioni a scuola come uno strumento che non offre nulla di più in termini di avanzamento professionale, e dunque ne fanno poche. In più, in genere, l’attenzione di chi ascolta scema con l’andare del tempo, fino al punto che pochi o nessuno rimane veramente attento. Noi abbiamo deciso di invertire questa tendenza: siamo responsabili nei confronti della società che ci finanzia e abbiamo il dovere di sostenere la cultura scientifica. Abbiamo preso parte a 2 progetti europei in cui abbiamo studiato come divulgare competenze ai ragazzi, cercando di coniugare all’aspetto formale anche quello ludico dell’apprendimento multidisciplinare. Se l’Italia esporta cervelli, vuol dire che li sa anche produrre».
In campo anche un team di psicologi che coordina l’aspetto formativo, sotto la supervisione delle psicologhe Annamaria Di Fabio e Letizia Palazzeschi.«Fra i plessi della Valdera che partecipano ci sono l’Iti Marconi, il liceo scientifico XXV Aprile, le medie Pacinotti e alcune scuole di Peccioli, Palaia e Montopoli», spiega l’ingegner Elisa Buselli.
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