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Qui un terzo delle case all’asta
I comuni del Valdarno in testa alla triste classifica degli immobili pignorati
SANTA CROCE
Trecentocinquantuno immobili all'asta. Sono il segno più evidente della crisi che rende difficile far quadrare i conti, dalle spese correnti ai mutui. Dietro a quelle case, fondi commerciali, capannoni e terreni ci sono le storie "pesanti" di piccoli imprenditori, artigiani, negozianti o lavoratori dipendenti.Uno scenario che sembra concentrarsi soprattutto nel Comprensorio del Cuoio. A Santa Croce sono 49 gli immobili all'incanto, di cui 43 sono appartamenti, 32 a San Miniato. E solo questi sommati sono sfiorano un quarto di tutto il panorama provinciale. Senza contare i 19 di Montopoli Valdarno, i 18 di Castelfranco di Sotto e i 9 di Santa Maria a Monte.
Gente scivolata nel dramma. Un impietoso album fotografico della crisi che ha colpito duro e mette in mostra le sue istantanee su Internet, nel sito dell’Istituto di vendite giudiziarie di Pisa (Ivg) dove si offrono buone occasioni comprare un immobile ma anche per avviare imprese nuove sulle ceneri di quelle vecchie acquistando macchinari e attrezzature sottocosto.
«È un fenomeno amplificato», afferma il direttore dell'Istituto Virgilio Luvisotti rispetto al dato sugli immobili. Che aggiunge: «In quelle zone è più difficile trovare acquirenti, come accade anche in Alta Valdicecina. Ci sono immobili per i quali siamo arrivati anche al settimo incanto e ripetendo la vendita finiscono per essere registrati più volte». Per avere un’idea dei prezzi con 76mila euro si può acquistare un appartamento composto da soggiorno-pranzo con angolo cottura, camera, camerina, disimpegno e bagno, oltre al giardino e a un'autorimessa al piano seminterrato dell’edificio.
A finire all’incanto spesso è l’abitazione principale. «Siamo in grado di seguire il debitore da vicino, con una sorta di atterraggio morbido - spiega Luvisotti -. Infatti, la gran parte delle case all'asta sono abitate dai debitori, che però hanno il tempo per prepararsi all'uscita e a volte si danno da fare per trovare un acquirente che poi affitta loro l'abitazione, in modo da poter continuare a vivere in quella casa». Un finale che tuttavia non è scontato.
Per cancellare i conti in rosso c’è anche la partita dei beni mobili. Dalle auto agli armadi. Ma anche macchinari e attrezzature. Un mercato di seconda mano che via internet ha una visibilità planetaria, che stuzzica gli appetiti anche di acquirenti provenienti dall’estero. Con 2mila euro si può prendere un macchinario a controllo numerico, con 500 euro una combinata. «Per la maggior parte - dice Luvisotti - quelli che vanno all'estero sono tecnologicamente superati e non più in regola con le norme di sicurezza».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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