Cinema, cresce l’affanno spettatori in calo del 20%
Il direttore del Multisala di Volterra: «Mancano pellicole di grande richiamo» Le difficoltà non risparmiano le sale più piccole del Florentia e Piccolo teatro
VOLTERRA
I numeri purtroppo sono impietosi, e dipingono un quadro a tinte assai fosche: l'industria cinematografica risente, come ogni settore, della crisi, e considerando in particolare la situazione dell’Alta Valdicecina si nota come grande pubblico e sale di proiezione siano sempre più distanti. Una progressiva disaffezione, parallela a quella che riguarda le attività teatrali, frutto di fattori diversi e concomitanti, come spiegano bene gli addetti ai lavori.
«In questo inizio di anno – afferma Paolo Paterni, direttore del Multisala Centrale di Volterra – abbiamo subito un calo di spettatori e di incassi del 20% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Dopo la riapertura del cinema, nel novembre 2010, abbiamo avuto un 2011 più che positivo, anche grazie alle ottime produzioni a disposizione». Che aggiunge: «Se dovessi indicare alcune delle cause di questo sensibile decremento citerei la mancanza di pellicole di grande richiamo e l'avvento di una tecnologia sempre più di semplice fruizione, come il digitale terrestre e internet, senza dimenticare le due settimane di neve che hanno interessato la nostra zona». Il Centrale, che rimarrà chiuso nella stagione estiva, tra giugno e settembre, offre comunque nelle sue due sale da 140 e 90 posti anche altri servizi e attività, come la lirica e i balletti in diretta, per attirare un pubblico più ampio.
Problemi simili, fatte le dovute proporzioni, ci sono anche al Florentia di Larderello e al Piccolo Cinema Montecatinese di Montecatini Val di Cecina. «Difficilmente si riescono ad attirare spettatori – spiega Renzo Fedeli, responsabile del Florentia – anche a causa della scarsità di popolazione del paese. In particolare, sono pochi i giovani, e la brutta stagione certo non aiuta. Comunque solo da poco abbiamo acquisito formalmente l'intera gestione delle strutture, e sicuramente Larderello anche grazie alle iniziative previste si ripopolerà, riportando attività e interessi in tutti i settori, anche in quelli artistici».
«I nostri numeri – spiega Anna Dani, del Piccolo Teatro – sono talmente piccoli che non risentiamo sensibilmente di questa crisi. Comunque le persone ci seguono, e anche se le presenze non sono moltissime, le attività locali svolte sono numerose. Siamo convinti a continuare su questa strada, dando spazio a i giovani e coinvolgendo di più il territorio».
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