Il presidio
Delbono e Arrighini, sfilano gli assi sul palco di Cascina
CASCINA Canta e danza sull’eco delle parole di poeti come Eliot, Rimbaud. Lui, il grande Pippo Delbono li rilegge per parlare di rivolta e amore. Così pochi giorni dopo sempre sullo stesso palco...
CASCINA
Canta e danza sull’eco delle parole di poeti come Eliot, Rimbaud. Lui, il grande Pippo Delbono li rilegge per parlare di rivolta e amore. Così pochi giorni dopo sempre sullo stesso palco cascinese sarà la volta del maestro Riccardo Arrighini che mette in scena Morricone.
Si distingue, sempre di pià, come passerella di grandi eventi la Città del Teatro di Cascina.
Si comincia martedì con il grande regista e attore italiano che porterà in scena “Dopo la battaglia” alle 21 nella sala grande, mentre alle 18 sarà protagonista dell’incontro “Gradazioni di presenza, il cineteatro di Pippo Delbono”, coordina Silvia Mei dell’Università di Pisa (ingresso libero).
Pippo Delbono viaggia nel teatro come nella musica, nelle arti visive, e particolarmente in questo spettacolo, nel cinema. Un viaggio artistico nel segno forte di accoglienza e ascolto dell'altro, atto ora più che mai necessario e imprescindibile, atto vissuto, in una scelta che da anni porta avanti con la sua consolidata compagnia formata da artisti dalle estrazioni più diverse. Sempre curioso di nuovi incontri che non lo fanno mai stare in zone sicure e conosciute ma lo rendono esploratore di nuovi linguaggi per cercare di raccontare questo tempo complesso, Delbono in questo spettacolo incontra Alexander Balanescu violinista di origine rumena, con il quale ha creato un concerto parallelo a Dopo la Battaglia dal titolo Amore e carne.
Dopo la battaglia nasce forse da un bisogno di scappare, di ritornare, di urlare, di piangere, di ridere, di giocare ancora, di perdersi ancora, di ritrovare ancora un centro, di ritrovare ancora la rivolta, di ritrovare una fede, una lucidità, di ritornare a parlare dell'amore, a parlare con il corpo, a parlare con i suoni, a parlare con la danza.
Il 3 marzo si cambia musica. In tutti i sensi. Sul palco è la volta del maestro Riccardo Arrighini che mette in scena uno dei più grandi compositori viventi, Ennio Morricone, e lo fa ancora una volta a suo modo, ossia fondendolo con gli idiomi musicali con cui negli ultimi anni ha riarrangiato giganti della Classica e Lirica quali Puccini, Verdi, Chopin, Vivaldi. E, come in ogni suo progetto, cerca di trovare quella peculiarità, quell'elemento differenziante che ne fa un valore aggiunto alle sue idee di arrangiamento, al suo solismo ed alla sua tecnica.
Realizza infatti il lavoro con un ensemble orchestrale composto da 10 archi, corno francese, oboe, flauto, sax soprano, fisarmonica, chitarra, voci, sezione ritmica, percussioni, tastiere, da lui pensato e riarrangiato.
In programma, quindi, i temi delle grandi colonne sonore dei film di Sergio Leone sul tema western all'italiana e molti altri che hanno accompagnato tutti noi e che ci collegano subito ad immagini passate alla Storia del grande Cinema d'autore: "C'era una volta il west", "Per un pugno di dollari", "Giù la testa", "C'era una volta in America".
Arrighini sceglie quasi sempre di riarrangiare dei compositori romantici e con una grande forza melodica perché pensa, anch'egli appassionato da sempre della melodia, che attorno ad essa ruoti tutta la piacevolezza dell'orecchio umano ed intorno ad essa si possano costruire molte soluzioni timbriche, ritmiche, armoniche o improvvisative, purchè essa continui ad essere il motore pulsante, la vera energia che muove questa meravigliosa forma d'arte.
Per informazioni: la Città del Teatro, 050-744233.
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