Il Tirreno

Pontedera

Un copione già visto Anche per il biogas la palla in Provincia

di Nicolò Colombini
Un copione già visto Anche per il biogas la palla in Provincia

Il Comune ammette di avere le mani legate. Duro scontro in consiglio tra la giunta e i gruppi di opposizione

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA MARIA A MONTE

È stato un consiglio comunale pubblico particolarmente animato quello che giovedì sera ha visto un centinaio di persone partecipare al confronto, e spesso allo scontro, sul progetto della centrale a biogas a San Donato. Quasi tutti residenti sandonatesi, iscritti al comitato “Tutela salute e ambiente”, e saliti sul colle del capoluogo per ribadire, nelle oltre tre ore di discussione, il proprio “no” al progetto in queste settimane in discussione presso il Comune e la Provincia. Un consiglio caratterizzato da un acceso scambio di accuse tra l'amministrazione e alcuni gruppi consiliari di minoranza, peraltro sostenuti a gran voce dai cittadini intervenuti. In particolare è Programma di Libertà, prima con un'interpellanza urgente di Maurizio Lucchesi e poi con una mozione presentata dalla capogruppo Manuela Del Grande, a puntare il dito contro la giunta e il suo operato: «Il colpevole ritardo dell'amministrazione nella discussione aperta di questo progetto ci costringe ad affrontare solo ora questo argomento. Noi, come i cittadini, siamo fermamente contrari alla realizzazione di un impianto che porterà solo disagi e pericoli per la popolazione. Da mettere in rilievo la possibilità di una riconversione in una centrale per il trattamento termico dei rifiuti, la mancanza di controlli nel materiale agricolo utilizzato, l'ingestibile traffico di mezzi pesanti, le maleodoranze, il fatto che si costruisca in una zona a rischio idrogeologico e a pochi metri dalle abitazioni e da un centro sportivo e ricreativo di grande importanza come il lago, senza contare la mancanza di garanzie e fidejussioni a sostegno. L'amministrazione ha dimostrato un curioso sbilanciamento in favore del privato, ma ora è il momento di abbandonare le contraddizioni».

Il gruppo di minoranza ha chiesto in particolare all'assessore Alessandra Biondi e ai due consiglieri di maggioranza Fabiano Mordenti e Rosanna Rossi, residenti nella zona, di votare la mozione a prescindere dall'appartenenza politica. Richiesta in ogni caso disattesa, dato che le due mozioni, presentate da Uniti per Santa Maria a Monte e Programma di Libertà, si sono concluse con dieci voti contro dieci: né accolte né respinte, potranno essere ripresentate. Chiara comunque la posizione della maggioranza, che con il sindaco David Turini e con l'assessore Raffaello Corsi, ha respinto le accuse e confermato la strategia delle prossime settimane: «Non c'è mai stata alcuna ambiguità. Sin da quando siamo venuti a conoscenza del progetto abbiamo lavorato per renderlo meno impattante. Naturalmente non abbiamo l'autorità per impedire di costruire a un privato in regola con le autorizzazioni e le normative: solo la conferenza dei servizi può decidere in situazioni del genere, e noi non abbiamo diritto di veto. Intanto, siamo riusciti a far rimandare la conferenza alla fine di marzo, grazie ad una concertazione col privato che ha accettato, nonostante non fosse obbligato, di modificare il progetto originario. Per il resto, è importante sottolineare che in nessun modo sarà possibile riconvertire l'impianto per il trattamento dei rifiuti, e che l'unica strada percorribile in casi simili (recenti esempi ce lo dimostrano) è quella di gestire e governare, senza fare barricate che sarebbero solo controproducenti. Chiederemo una variante e, se necessario, ci opporremo, cercando di trovare un compromesso, e in conferenza dei servizi daremo il giusto peso anche alla volontà dei residenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web