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Pontedera

Via Dante artistica, arrivano 38 panchine

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Via Dante artistica, arrivano 38 panchine

Altre installazioni in centro: sono firmate da Ugo Nespolo

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PONTEDERA

C’è la foglia, l’occhio e il gioiello. Cambiano i temi ma restano le panchine. Le nuove panchine che invaderanno la città e che si alterneranno con le piante di olivo raccolte in contenitori cilindrici, decorati a mosaico.

Siamo in via Dante e in piazza Pier Paolo Pasolini, quello spazio ampio che si allarga davanti all’ex cinema Massimo, oggi sede pontederese della Banca Popolare di Lajatico. E le 38 panchine firmate Ugo Nespolo trasformeranno il volto del centro, consegnando la città all’originalità elegante della scultura di pregio.

«Sta partendo – annuncia il sindaco Simone Millozzi – una rivoluzione che si pone però in continuità ideale con il percorso portato avanti da 10 anni». Pontedera insomma avrà angoli diversi, per certi versi unici, perché saranno altre stanze di quel museo di arte contemporanea all’aperto in cui piano piano si sta assimilando. Si tratta dell’operazione “Ugo Nespolo. Laboratorio senza segreti”, promossa dal Comune, dalla Fondazione Piaggio, dalla Provincia e dalla Regione. Works in progress realizzati sotto la regia dell’architetto Alberto Bartalini ma grazie al contributo di aziende private quali Ecofor, Ciampalini, Caparol, BNV e la Banca popolare di Lajatico che scommettono sulla crescita e sullo sviluppo della città in un momento in cui la situazione economica difficile che stanno attraversando gli enti locali non consentirebbe interventi di questo tipo.

«Non vogliamo rinnegare la nostra identità operaia – aggiunge il primo cittadino – ma ci impegniamo a consolidare il valore dell’arte con l’obiettivo di riqualificare gli spazi pubblici». Così a subire la metamorfosi annunciata saranno appunto via Dante che accoglierà le panchine in travertino, belle e accecanti, con tanto di poggia braccio e portacenere e altrettante piante di olivo. Ma non solo. Affioreranno in largo Pasolini due imponenti lune provenienti dalla mostra “Nespolo – Forte dei Marmi è Made in Italy” e i pannelli in pittura tridimensionale della sede della Banca popolare di Lajatico. Senza contare le creazioni nei sottopassi di via delle Colline e via della Stazione Vecchia e una mostra autunnale del pittore e scultore piemontese al Museo Piaggio. E le scelte dell’amministrazione riguardo all’arredo urbano e alle installazioni fanno scuola. Ne è convinto Bartalini che impone il suo tocco alla presentazione della “nespolizzazione” di Pontedera, come la chiama il critico Ilario Luperini.

«Oltre ai localismi, intendendo con questo termine i luoghi d’arte cittadini – specifica Bartalini – Pontedera è presente con i suoi progetti a Milano, a Venezia, Assisi, Montecarlo e a New York, dove trasporta il suo concetto di cultura». Ovviamente l’operazione Nespolo, che ha avuto origine dal laboratorio didattico con gli studenti del XXV Aprile a marzo del 2011, si inserisce di diritto in questa vocazione-missione. Con l’appoggio della Piaggio «che sta al fianco del Comune perché gli interventi che favoriscono la città – specifica il nuovo presidente Riccardo Costagliola – favoriscono anche l’azienda» e il connubio pubblico-privato. Dopo Baj, Trafeli e Canuti e' il modello pedagogico, il viaggio ai confini dell'immaginazione, ad essere vincente per gli assessori Liviana Canovai e Silvia Pagnin.

«Va recuperato – sottolinea Canovai – il senso estetico. In primis lo faranno i ragazzi che saranno i protagonisti del percorso formativo ma pure i cittadini». In effetti, il cittadino comune con queste opere d’arte interagirà davvero. Intanto ci si siederà sul serio. Sosterà sotto gli olivi, poco più in là nella piazza davanti alle lune, incontrerà la gente, ci porterà il cane a passeggio. E siccome l’arte è distinguo e sfumatura, il cittadino finirà inevitabilmente per scegliere una panchina, magari la preferita. Sarà semplicemente la più comoda oppure sarà quella che lo suggestiona, che lo ispira di più. Le panchine sono diverse per temi, eppure di pari dignità. Un’ulteriore metafora di una città con tante anime. Che convivono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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