S. Chiara, piano dell’Asl per salvare la struttura
L’Azienda sanitaria propone di trasferire i pazienti del Morel alla casa di riposo ma il Comune prende tempo. I lavoratori: unica opportunità per evitare la morte
VOLTERRA
C’è una linea sottile che separa il naufragio del S. Chiara, con i suoi 35 dipendenti, rispetto ad una possibilità di futuro. Si chiama operazione Morel: un salvataggio, seppur minimo ma fondamentale rispetto all’emergenza reale in cui naviga l’azienda comunale, messa sul tavolo dalla Asl. «Ho dato la mia disponibilità a far gestire i 14 pazienti psichiatrici ospitati nella comunità alloggio nella struttura del S.Chiara, in questo modo, anche le quote sanitarie sarebbero trasferite alla casa di riposo», spiega il numero uno dell’azienda sanitaria, Rocco Damone.
Operazione salvataggio. Con la dovuta organizzazione e preparazione che necessita un trasferimento del genere, la proposta è stata avanzata direttamente al sindaco di Volterra Marco Buselli e al presidente della casa di riposo,RenatoBacci. «Non ho avuto risposta – continua il direttore – E nella situazione attuale credo che non si debba far passare del tempo, ancora. Se non governiamo questa crisi con interlocutori seri, rischiamo di dover poi ragionare su come gestire i licenziamenti». Due parole sul piano di risanamento presentato a Damone inSocietà della Salute: «Non è sostenibile, soprattutto alla luce di un sistema sanitario che per ovvie ragioni privilegia altre soluzioni rispetto a quella residenziale. Il S.Chiara deve mantenere questa natura, ma se vuol sopravvivere deve poter offrire altri servizi alla persona».
La rivoluzione dei dipendenti. E’ una rivoluzione dall’interno quella che si apprestano a fare i 35 dipendenti . Basta aspettare, non c’è più tempo da perdere. «In assenza delle condizioni per cui la banca sblocchi all’azienda il mutuo che consentirebbe almeno 12 mesi di vita alla struttura - dicono dalla rsa - Non accettare l’operazione salvataggio del Morel della Asl è come sparare una fucilata alla struttura».
Le richieste. Il personale è in stato di agitazione. Tre, intanto, le richieste fatte alla direzione. «Abbiamo chiesto che sia fatta una ricognizione rispetto al personale che ha i requisiti per andare in pensione – spiegano – E se qualcuno deve essere mandato a casa, si parta da lì». Allo stato attuale sembra che ci sia un solo infermiere in queste condizioni, molto vicino al sindaco di Volterra. «Questione revisori dei conti, al momento ne abbiamo tre – continuano - Chiediamo di poter far svolgere il servizio a quello del Comune, in modo da risparmiare quasi 17mila euro l’anno. In ultimo – e concludono – In base alla legge 122 del 2010, chiediamo che venga sospesa l’indennità al presidente dell’ente».
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