Camionisti esasperati, strade sgombre ma vietate
Il blocco del traffico dei mezzi pesanti ha creato numerosi disagi agli autisti rimasti un giorno in attesa di un’ipotetica nevicata, esplode la loro protesta
di Sabrina Chiellini
PONTEDERA
«Aumenti dei carburanti, rincaro dei pedaggi stradali e ora anche la neve. A pagare siamo sempre e solo noi camionisti. Costretti a fermarci, a bloccare le consegne». Natascia Sabatino ha una piccola ditta di autotrasporti a Cascina. L’altro giorno è rimasta bloccata sull’Appennino, c’erano sette chilometri di coda tra Rioveggio e Firenze. Ieri poi la Stradale fermava a Livorno i camion diretti verso Sud. «L’autostrada è a pagamento – aggiunge Natascia - ma poi ci troviamo a fare chilometri di code o a non poterla percorrere. Questo per noi significa perdere tempo e ore di sosta forzata che non sono retribuite. Per noi viaggiare in questi giorni è solo un danno, considerato che quello che ci pagano per le consegne non cambia». Giorgio Marinai, bisarchista di Ponsacco, ieri mattina è riuscito a lasciare Fabriano nelle Marche dopo una notte di blocco. «Quello che sta succedendo in Italia è scandaloso – si sfoga – c’è un paese bloccato per una perturbazione che, almeno fino a questo momento (ieri pomeriggio ndr) è inesistente. Le autostrade e le superstrade sono perfettamente pulite anche se i prefetti di Marche, Emilia Romagna e di alcune zone della Toscana le hanno chiuse al traffico pesante». Marinai racconta di essere stato sorpreso dall’allarme meteo l’altra sera mentre si trovava nei pressi di Ancona. «Improvvisamente i cartelli dell’autostrada – spiega – hanno informato che da mezzanotte sarebbe scattato il divieto di circolazione ai camion di portata superiore a 75 quintali. Mi sono fermato. Ma quando, di mattina, ho capito che non stava nevicando ma al massimo c’era un po’ di nevischio ho fatto tutto quello che è stato possibile per tornare a casa a non restare bloccato chissà per quante ore in maniera completamente inutile. Tutto questo allarmismo alla fine a cosa serve? Solo a bloccare i trasporti su strada solo per il timore di alcuni prefetti che possano verificarsi ingorghi sulle autostrade. Si parla di neve ma io a Fabriano ho visto la pioggia... Non c’è informazione. Mi domando: è giusto fermare l’Italia per un po’ di nevischio?» È esasperato Roberto Taddei di Castelfranco di Sotto, titolare di un’azienda di autotrasporti. «Non c’è rispetto per la nostra categoria – dice – quando ci sono le giornate dell’esodo per le ferie ci impediscono di viaggiare. Se temono una nevicata ci bloccano. Sono giorni che sento parlare di un’allerta meteo per il fine settimana». Nessuno ha però informato i camionisti che sarebbe stato deciso il blocco dei mezzi pesanti. Lo hanno saputo dopo che i prefetti hanno firmato le ordinanze. «Quando siamo stati informati era già tardi – aggiunge - noi avevamo alcuni mezzi che erano già partiti. Ma a loro che importa? Ci fermano nei piazzali come carne da macello. Nel frattempo va anche detto che la tanto tenuta nevicata non c’è stata. Eppure ci troviamo con i camion carichi fermi lungo le strade, autisti al gelo e da pagare. Ma noi per il servizio, anche quando il carico sta fermo ore o giorni, chiediamo sempre lo stesso prezzo».
Tante le storie di disagio da raccontare. «Ho lavorato un giorno da clandestino – dice Francesco Alaimo, camionista di Pontedera – i mezzi pesanti non possono circolare ma sulle strade e le autostrade non c’è un fiocco di neve. Stavolta hanno fatto la prevenzione sulle spalle dei camionisti. Siamo partiti dal porto di La Spezia per andare nelle Marche. Strada facendo sono stati rincorso dai cartelli di divieto. Ma la strada era perfettamente transitabile. Una beffa. Hanno paralizzato il traffico su gomma in attesa di un’ipotetica nevicata».
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