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«Il mercato è ingessato dalle grandi aziende»

«Il mercato è ingessato dalle grandi aziende»

SAN MINIATO E' un'analisi articolata e complessa quella che Leonardo Marchetti fa dell'attuale sistema del riciclo. «Quando ho iniziato – ricorda – esisteva ancora un mercato libero. Con i consorzi...

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SAN MINIATO

E' un'analisi articolata e complessa quella che Leonardo Marchetti fa dell'attuale sistema del riciclo. «Quando ho iniziato – ricorda – esisteva ancora un mercato libero. Con i consorzi di filiera, che fanno da tramite tra le società di raccolta e le aziende del riciclo, il mercato è stato di fatto ingessato a vantaggio delle grandi aziende utilizzatrici: sono loro a fissare il prezzo delle materie prime e a scaricare su enti pubblici e gestori di raccolta (e quindi sulle tasche dei cittadini) compiti e costi che in realtà spetterebbero al settore privato. Una società come Geofor, per capirsi, consegna i rifiuti ai consorzi a patto che questi rispettino le percentuali di impurità stabilite dalle legge per ogni tipo di rifiuto. Sta poi al Conai e agli altri consorzi preoccuparsi di pulirli per fornire alle aziende la materia prima: vetro, plastica o carta pronta per il riciclo. Ebbene, tutto questo alle multinazionali non basta, e chiedono quindi ai cittadini di sostituirsi in questo lavoro». Marchetti porta l'esempio del vetro: si dice che il vetro dovrà essere separato dal multimeteriale per agevolare il riciclo. E' l'ennesimo regalo alle aziende. La raccolta differenziata rispetta già i parametri di impurità; se le multinazionali vogliono una materia prima migliore si costruiscano gli impianti di valorizzazione, anziché chiedere ai cittadini un lavoro che non gli spetta. Con questo sistema bloccato, il risparmio che dovrebbe arrivare ai cittadini grazie alla raccolta differenziata, di fatto, se lo prendono le aziende». Un sistema che, a detta di Marchetti, è ancora più eclatante con il porta a porta: «Diminuendo i rifiuti che vanno in discarica, il contributo del Conai al gestore della raccolta dovrebbe tornare ai cittadini. Invece accade l'opposto, perché il servizio costa 6 volte tanto rispetto alla raccolta tradizionale: una sorta di miniera d'oro per i gestori della raccolta. Come se ne esce? Con una politica che finalmente faccia gli interessi dei cittadini, a cominciare dall'Anci».(g.p.)

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