Italia
È iniziato con Mulas il salotto della fotografia a Lajatico
Grazie a Mario Mulas, fotografo ufficiale del Teatro del Silenzio, e alla collaborazione del Comune che patrocina l'evento, Lajatico sarà protagonista di un percorso formativo professionale...
LAJATICO
Grazie a Mario Mulas, fotografo ufficiale del Teatro del Silenzio, e alla collaborazione del Comune che patrocina l'evento, Lajatico sarà protagonista di un percorso formativo professionale di fotografia.
Il corso, che prenderà il nome de "Il Salotto della fotografia", si svolgerà in una piccola ed intima location nel centro storico messa a disposizione dal Comune.
«L'idea è nata così per caso, parlando ci siamo detti "perché non proporre qualche cosa di diverso che non è mai stato fatto in paese?" e magari qualcosa che possa anche essere di utilità per i giovani: sarebbe bello, infatti, se, in questo delicato periodo di crisi, qualcuno, spinto anche dalla passione per la fotografia, decidesse di avviare un'attività professionale legata al mondo della fotografia», spiega l’assessore Veronica Pioni.
«E a conferma dell'importanza e del gradimento riscontrato nei confronti delle tante operazioni di arte e cultura che si fanno nel nostro piccolo borgo quale elemento di marketing promozionale di eccellenza, il miglior giudizio è quello espresso da un visitatore proveniente da Siena che si trova per la prima volta a Lajatico ed esprime la sua sensazione dopo aver camminato per le vie del paese… – continua il sindaco Fabio Tedeschi –. Il cittadino ci ha scritto di essere rimasto attratto dall'integrazione di arte e architettura, dal simbiotico legame della pittura e della scultura con il paese, chiaro ed evidente tentativo di fondere questi diversi livelli e cercare l'obiettivo di creare una sorta di piccola "città artistica”».
Ecco una sintesi della lettera che il sindaco cita come esempio. «Non ho trovato, banalmente, la scultura di Mitoraj al centro della piazza principale (o, peggio, in mezzo all'aiuola spartitraffico) ma nei frammenti di intonaco rimasto sulla parete della vecchia casa nel borgo, cosi come le "apparecchiature urbane" di Giovanni Maranghi stanno sulla facciata cieca della nuova lottizzazione e gli "omini" colorati di Kurt Laurenz Metzler addirittura sul tetto dell'edificio rosso di fronte al palazzo comunale.
Perfino la cisterna dell'acquedotto ambisce a trasformarsi nella torre di Pisa! …. E i ritratti dei "vecchi" del paese sulla saracinesca avvolgibile nella piazza creano un connubio diretto (e necessario) tra l'arte e la popolazione. E chissà che forse mi sono perso altre cose … e quindi, penso, dovrò tornarci».
Mulas all'inizio della sua carriera ha collaborato per l'Espresso con la grande giornalista Camilla Cederna.
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