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Pontedera

Un album di figurine mostre e teatro sulla “Memoria”

Un album di figurine mostre e teatro sulla “Memoria”

Un album di figurine, un cd musicale, una pagina Facebook, un sito web e una mostra all’ex cinema Roma. Ma anche una rappresentazione teatrale e caramelle con messaggini e pensieri

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Un album di figurine, un cd musicale, una pagina Facebook, un sito web e una mostra all’ex cinema Roma. Ma anche una rappresentazione teatrale e caramelle con messaggini e pensieri: tutto dedicato e ispirato a Dietrich Bonhoeffer, il teologo tedesco che cospirò contro Hitler e morì martire nel campo di concentramento di Flessemburg il 9 aprile del 1945. Intorno a questa figura si srotola il percorso didattico compiuto dai ragazzi della IV B del liceo scientifico XXV Aprile. E intorno a questa figura si espande la riflessione sulla Shoah e su quanto questo evento abbia significato per l’occidente. «Le commemorazioni previste per il Giorno della Memoria – spiega Liviana Canovai, assessore a cultura e istruzione del Comune di Pontedera – coinvolgono gli studenti delle superiori, quelli più piccoli delle elementari e gli adulti. Si parte domani alle 10 alla Rotta con la proiezione di un film per bambini; alle 17 all’Otello Cirri con la presentazione del volume “Quando la disobbedienza diventa pace”, a cura dell’associazione Ki-tov e dei ragazzi del XXV Aprile. E poi la manifestazione in ricordo dei bombardamenti, sabato alle 11 in piazza Cavour».

Così, ognuno, in base all’età affronta l’inferno e lo sterminio dei campi di concentramento in maniera diversa. Da un laboratorio scolastico a una mostra itinerante internazionale. I ragazzi poi ci mettono la fantasia e l’originalità e trasformano un cammino formativo in un mix di iniziative multimediali. Su questi temi ruota la ricerca dei liceali, si aprono tavoli di discussione tra la scuola e le istituzioni. E si fonda anche l’appello del sindaco Simone Millozzi. «Invitiamo i cittadini superstiti o i parenti di coloro presenti ai bombardamenti del 1944 su Pontedera a raccontare la loro esperienza. Spesso manca il filo della continuità tra le generazioni, perché un popolo che non conosce il suo passato, non ha neppure un futuro».

Paola Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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