Italia
Meno medici a bordo delle ambulanze
San Miniato: la direzione dell’Asl ha illustrato la riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza sul territorio
SAN MINIATO
Meno medici sulle ambulanze. In cambio più automediche, ambulanze con defibrillatore o con infermiere, e soprattutto un personale volontario più preparato, più impegnato e quindi più esperto. E' questa, in sintesi, la ricetta per il futuro del servizio emergenza-urgenza nell'Asl empolese, illustrata martedì in municipio a San Miniato dal dottor Stefano Pappagallo dell'Asl 11.
Un appuntamento richiesto dal sindaco Vittorio Gabbanini, al quale hanno partecipato le associazioni di volontariato del territorio, con la presenza, per l'Asl, anche del direttore generale Eugenio Porfido e del direttore della rete territoriale Nedo Mennuti. Un'occasione per un confronto di fronte alle proteste, ai dubbi e alle perplessità delle associazioni verso il nuovo sistema avanzato dall'Azienda sanitaria. «Un sistema che non nasce solo dai problemi economici – ha detto subito Pappagallo – ma che tiene conto delle difficoltà delle associazioni nel pareggiare i bilanci, perché l'emergenza è un servizio che costa, anche in termini di personale, e le associazioni sono spesso costrette a ricorrere a dipendenti o cooperative». Da qui la necessità di una riorganizzazione, partendo dai dati sul servizio. «In questo momento – ha spiegato Pappagallo – impegniamo a rotazione 15 associazioni su tutto il territorio dell'Asl 11, con una media giornaliera di 32 codici rossi e gialli. E' una media bassa, con ambulanze con medico che si muovono una, massimo due volte al giorno. E il poco lavoro equivale sempre a poca esperienza. Le nostre debolezze, poi, sono l'assenza di equipaggi con defibrillatore e il ridotto numero di automediche (solo 2)».
Il nuovo sistema, infatti, prevede di portare le automediche a 5, di cui 2 nel Valdarno, una a Fucecchio e una a San Miniato. Le automediche, a loro volta, coordineranno il lavoro delle ambulanze Blsd (2 soccorritori con defibrillatore), che nel Valdarno saranno 6 diurne e 5 notturne. E' il cosiddetto sistema "Hub e Spoke", che prevede, per i codici rossi e gialli, di far partire contemporaneamente un'ambulanza Blsd e un'automedica. «A queste – ha spiegato il dirigente Asl - si affiancano poi le ambulanze India, quelle con infermiere, di cui una sarà attiva nel Valdarno per 12 ore diurne. Col nuovo sistema miglioreranno anche le tempistiche, prevedendo una maggiore preparazione del soccorritore. I punti di primo soccorso, inoltre, dovranno lavorare di più e meglio, perché adesso sono praticamente inutili».
«Il nuovo sistema non nasce da una valutazione economica – ha aggiunto il direttore Porfido – ma dalla necessità di individuare una soluzione che duri nel tempo. Ci dobbiamo confrontare con un nuovo modello che si fonda su una maggiore preparazione del volontario, formato su precisi protocolli e procedure».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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