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Sagome nere ai lati delle arterie a rischio per ricordare i morti

Sagome nere ai lati delle arterie a rischio per ricordare i morti

L’esperimento di Quarrata, in provincia di Pistoia, ha dato buoni risultati: in tanti alzano il piede dall’acceleratore

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PONTEDERA

Lo ripetiamo per l’ennesima volta. La prevenzione lungo le strade non la si costruisce a colpi di multe e di foto scattate con l’autovelox. Per far alzare il piede dall’acceleratore ad alcuni automobilisti potrebbe servire talvolta ben poco. Sarebbe forse sufficiente sistemare ai lati delle strade, dove si sono verificati gravi incidenti, delle sagome nere che ricordino le persone decedute.

Nere come il lutto, anonime per rispetto delle famiglie. L’idea è nata a Quarrata, in provincia di Pistoia, dove sono diciotto le sagome a dimensione umana posizionate lungo le arterie più pericolose. Stanno lì, sul ciglio della carreggiata, ormai da cinque anni, in ricordo di chi in quei luoghi ha perso la vita. Sono un monito per gli automobilisti che vi passano a fianco: «Impossibile dire - afferma il sindaco di Quarrata, Sabrina Sergio Gori - quanti, davanti a una di quelle sagome, hanno alzato il piede dall'acceleratore, evitando altri incidenti. Di sicuro, il nostro è stato un messaggio forte, per alcuni scioccante, per altri lugubre, ma che ha lo scopo di prevenire comportamenti pericolosi affinché la triste lista dei morti sulle strade non accogliesse più altri nomi». L'iniziativa quarratina è stata la prima in Italia, nata da un'idea dell'associazione di volontariato Pozzo di Giacobbe, in collaborazione con il Comune di Quarrata e la Provincia di Pistoia, che ha permesso, attraverso alcune deroghe alle normative, la collocazione dei diciotto manichini neri ai margini delle strade comunali e provinciali.

La prima sagoma installata fu, nel 2006, in memoria di Sara Cinalli, studentessa di 18 anni travolta dall'auto di un 43enne in stato di ebbrezza mentre viaggiava a bordo del suo scooter lungo via IV Novembre, una delle arterie principali del comune quarratino. Dopo quella di Sara ne furono posizionate altre 17, calcolando il numero di incidenti mortali avvenuti a Quarrata nei dodici anni precedenti. In realtà, i morti sulle strade erano quasi il doppio, trentadue, ma le normative del Codice della Strada relative alle distanze da rispettare tra il cartello e il margine della carreggiata, ne permisero l'installazione solo di 18. L'idea prese spunto da una campagna già realizzata in Francia nel 2002 e promossa dall'associazione Vittime delle strada d'Oltralpe. Le sagome, fatte di un materiale resistente alla pioggia, sono completamente nere e hanno un bordo bianco catarifrangente che le rende visibili anche di notte. Sono alte circa un metro e mezzo e larghe 50 centimetri. Non riportano né il nome né la foto delle vittime che rappresentano. «A Firenze vennero appesi dei cartelli con le foto di ragazzi morti in incidenti stradali - ricorda il sindaco Gori -. Noi abbiamo preferito mettere delle sagome anonime, sia perché in alcuni punti sono morte più di una persona, sia per rispetto delle famiglie che tutti i giorni si trovano a passare davanti al punto in cui hanno perso il loro caro».

Marta Quilici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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