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Pontedera

Bloccati i lavori agli impianti fotovoltaici

Bloccati i lavori agli impianti fotovoltaici

La Provincia di Pisa rileva il mancato rispetto dei tempi previsti dalla legge per l’inizio dell’intervento

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di Giacomo Pelfer

SAN MINIATO

Niente più silicio in vista, neppure a San Miniato Basso. Si fermano prima d'iniziare i lavori per la realizzazione di quattro impianti fotovoltaici convenzionati solo pochi giorni fa, praticamente allo scadere del termine ultimo previsto dalle autorizzazioni. La Provincia ha bloccato tutto nella giornata di ieri, sollevando il mancato rispetto dei termini previsti per l'avvio dei lavori. «In seguito a verifiche condotte mercoledì 11 gennaio sui siti oggetto delle richieste di autorizzazione - si legge in una nota degli uffici pisani – la Provincia comunica di aver accertato che i lavori in questione non risultano avviati. Ciò in difformità rispetto a quanto disposto dalla determina dirigenziale della stessa Provincia del 30 dicembre 2010. Sulla scorta di tale accertamento, le società richiedenti sono state pertanto diffidate dallo svolgere qualsiasi attività nei luoghi oggetto dell'autorizzazione». Queste ultime, infatti, prevedevano un anno di tempo entro il quale sottoscrivere la convenzione con il Comune e dare avvio effettivo ai lavori. Ed è sulla reale partenza delle attività che la Provincia ha fatto leva per stoppare i quattro impianti. Una decisione che arriva a pochi giorni dal riaccendersi del caso fotovoltaico, di fronte alle proteste dei cittadini e al rischio, concreto, di esporre al fianco alle accuse di una disparità di trattamento rispetto ad altri richiedenti. «Condividiamo l’operato della Provincia – commenta l'assessore all'ambiente Mariateresa Piampiani - che ha verificato puntualmente la legittimità delle attività delle ditte alle quali erano state rilasciate le autorizzazioni. Avevamo incontrato i cittadini di viale Marconi proprio nel pomeriggio di lunedì scorso, recependo i motivi della loro protesta. Ognuno deve fare la sua parte, ma sempre in maniera corretta e in conformità alle disposizioni di legge. Si ribadisce quindi l’importanza dell’agire da parte di tutti, nel rispetto delle regole e nell’interesse della collettività».

La questione aveva tenuto banco anche all'interno della commissione d'inchiesta sul fotovoltaico, riunita mercoledì pomeriggio in sala consiliare. Presenti anche cittadini e rappresentanti di associazioni e comitati, arrivati in Comune con slogan e cartelli. Un'occasione obbligata per una prima ricognizione su tempi e modi della procedura che aveva portato alla stipula delle convenzioni, tra il Comune e le società richiedenti, per i quattro progetti in questione, denominati Averda Est, Bertolle Ovest, Rio e Macone, tutti autorizzati durante le festività natalizie del 2010.

Dopo mesi di assoluto silenzio, come emerso dalla ricostruzione fornita da Michele Altini (presidente della commissione), le società sono ricomparse in palazzo comunale tra il 15 e il 20 dicembre, per poi tornare alla vigilia della scadenza delle autorizzazioni per sottoscrivere la convenzione e comunicare l'avvio dei lavori. «Ci rendiamo conto - ha detto Fabio Corsi dei Comunisti Uniti - che tutto questo sembra consapevolmente organizzato? Nei pareri che la commissione Qualità del Comune, a suo tempo, aveva inviato alla Provincia, si affermava che all'atto della convenzione i progetti sarebbero stati riesaminati per valutarne l'impatto: quindi il Comune avrebbe avuto gli strumenti per bloccare questi quattro impianti. Invece sono state tradite la rassicurazioni fornite ai cittadini». «La legge regionale – ha replicato Malatesti (Pd) - nega l'autorizzazione per le zone agricole di qualità, e non mi sembra il caso di questi terreni: parliamo di un'area a ridosso della ferrovia e a vista di un cavalcavia».

La commissione d'inchiesta, inoltre, ha anche sancito un'apertura verso quei cittadini che richiedano di essere ascoltati. E' stata infatti accolta la domanda di audizione presentata da Assunta Primaverina, presidente dell'Associazione per la salvaguardia territoriale di Roffia. «Il regolamento – ha spiegato il presidente Altini – vieta alla commissione stessa di convocare persone terze rispetto all'amministrazione, ma non di ascoltare eventuali cittadini che richiedano di portare il proprio contributo».

Un'occasione raccolta subito da Alessandro Zanardo, proprietario dei terreni che avrebbero dovuto accogliere i 15 impianti di Roffia: «Dato che sono una delle principali parti in causa, mi sembra giusto chiedere di essere ascoltato». La prossima seduta della commissione è già fissata per mercoledì, sempre alle 18.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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