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Pontedera

In Valdera e Valdarno serrande alzate per 15 domeniche in deroga alla legge regionale

Commercio, i Comuni non seguono Monti fissati i limiti per le aperture dei negozi

Manolo Morandini
Deroghe contingentate alle aperture straordinarie di domenica
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Deroghe contingentate alle aperture straordinarie di domenica

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 PONTEDERA. C'è spazio per quindici domeniche, festività escluse. Per il resto dell'anno le serrande di esercizi commerciali e di somministrazione, al di fuori dei giorni canonici, devono restare abbassate. È la linea sposata dai Comuni della Valdera e del Valdarno per fronteggiare la rivoluzione del decreto Salva Italia, che liberalizza totalmente la disciplina degli orari e delle aperture domenicali e festive. Una deregulation che cozza con la normativa toscana tesa a tutelare il piccolo commercio.  La Regione sul tema ha fatto ricorso alla Corte costituzionale per riaffermare le proprie competenze in materia, sulla scorta delle decisioni assunte dal precedente governo. E la Valdera e il Valdarno Inferiore stanno con Rossi. Qualche tentennamento, invece, si registra nel Lungomonte. Vicopisano e Cascina nell'ambito dell'Area vasta pisana guardano a Roma e sembrano propensi a seguire la rotta tracciata dall'Anci, l'associazione nazionale dei Comuni, che invita a seguire la legge dello Stato.  Un primo tavolo di trattativa con associazioni e sindacati in area pisana è saltato. «Se il Comune non adotta nessuno strumento di regolazione tutto sarà rimesso alla libera interpretazione degli imprenditori - spiega l'assessore al commercio di Cascina, Giovanni Greco -. Non vogliamo difendere interessi di categoria di piccola o grande distribuzione. Siamo favorevoli a una liberalizzazione capace di creare opportunità, ma non a una deregolamentazione che sarebbe controproducente».  Per l'Unione della Valdera è il sindaco di Calcinaia Lucia Ciampi ad avere la delega per il commercio. «Con le parti sociali abbiamo riconfermato il regime che degli ultimi due anni. Su questa materia stiamo con la Regione».  Nel Valdarno la sintesi la traccia il vicesindaco di Castelfranco Gabriele Toti. «Abbiamo assunto una posizione unitaria a fronte di una situazione di incertezza per la quale sollecitiamo elementi di chiarezza. La regola che applichiamo è di buon senso anche se siamo consapevoli del rischio di rimettere mano alle ordinanze. Le domeniche in deroga saranno 15 come lo scorso anno. La liberalizzazione non può essere indiscriminata».  Le associazioni non hanno dubbi. «La legge regionale è il punto di riferimento per i turni domenicali - dice il direttore di Confesercenti Marco Sbrana -. Di fronte alla crisi è un valore tutelare le piccole e medie imprese da un'aggressione selvaggia». E le fa eco il vicedirettore di Confcommercio, Elisabetta Apiceli: «I sindaci devono avere il coraggio politico di regolamentare e di farlo in linea con la legge regionale».

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