Il Tirreno

Pontedera

La Cia mette in rilievo gli ultimi dati Istat

In 10 anni le imprese sono diminuite di quasi il 50%

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 PONTEDERA. In dieci anni le aziende agricole operanti in Toscana sono diminuite del 38%, quelle della provincia di Pisa di quasi il 50%. Lo rileva il sesto censimento dell'agricoltura dell'Istat sui dati raccolti nel 2010 in confronto al precedente rilevamento del 2000. E lo denuncia con forza la Cia provinciale che rincara la dose: «Non solo le piccole imprese hanno chiuso o sono state inglobate dalle grandi, ma la diminuzione del reddito sfiora il 30%. Il bilancio per il 2011 è amaro, allarmante, in continua perdita». Senza contare gli effetti dell'Imu sui fabbricati agricoli che saranno, secondo il direttore Stefano Berti e il vice presidente Pierfrancesco Rossi, "devastanti". «Chiederemo al governo - dicono - l'attivazione di tavoli per correggere gli aspetti più critici della manovra. E chiediamo alle altre associazioni di settore di superare le divisioni e di creare percorsi idonei al superamento della crisi». L'appello della Cia è alla ricerca di un'unità che trovi i meccanismi «per sostenere il mondo rurale, sempre più isolato dal punto di vista dei trasporti, della viabilità, delle nuove tecnologie». Non a caso, per rafforzare il patto di collaborazione tra l'agricoltura e le istituzioni, i dirigenti locali si stanno muovendo e, sulla scia dei piani nazionali, stanno incontrando i sindaci del territorio. «Sottoponiamo alla firma dei primi cittadini - conclude Rossi - una sorta di protocollo d'intenti, la Carta di Matera, che vuole attivare iniziative d'incontro e di sostegno. C'è bisogno di maggior consapevolezza. Deve passare il concetto del giusto prezzo dei nostri prodotti rapportato alla qualità e non alla competitività fine a se stessa». P.S.

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