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Pontedera

L’appello accorato della presidente Cupelli: «Non deve finire così, qualcuno ci aiuti a trovare una sede»

L'Asl sfratta la ludoteca dei disabili

Nilo Di Modica
L'Asl sfratta la ludoteca dei disabili

Da oltre vent'anni l'associazione "Famiglie H" è un punto di riferimento

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SAN MINIATO. «Ci appelliamo a tutti, al mondo delle associazioni e delle istituzioni. Non deve finire così». Sono queste le parole accorate di Marisa Cupelli, presidente dell'associazione "Famiglie H", che dall'87 si occupa di fornire sostegno alle famiglie con ragazzi e ragazze disabili. Un aiuto costante che adesso rischia di interrompersi a causa di uno sfratto, esecutivo a partire dal 1º gennaio 2012. Al centro della vertenza la ludoteca situata in località La Catena, dove le tante famiglie aderenti all'associazione organizzano giochi, attività e laboratori per gli ospiti del centro, una piccola porzione del complesso Asl sulla Tosco Romagnola.  «In più di un'occasione - spiega Cupelli - avevamo segnalato la situazione non rosea in cui versava l'edificio, che sicuramente necessita di una ristrutturazione anche a causa di alcune infiltrazioni. L'Asl di Empoli, purtroppo, analizzando la situazione dello stabile, ha deciso che non potevamo più restare lì, senza però darci nessuna prospettiva temporanea e anzi informandoci che non hanno intenzione di rimettere in sesto i locali».  Ed ecco che l'associazione si ritrova, con pochi giorni d'anticipo a fare i conti con un trasloco a destinazione incerta. Situazione delicata per la quale subito è stato contattato il Comune. «Abbiamo immediatamente contattato l'amministrazione perché ci desse la possibilità di continuare la nostra attività, fondamentale per il benessere e la crescita dei tanti ragazzi che frequentano la ludoteca. Ad oggi - prosegue Cupelli - l'amministrazione ha dato piena disponibilità e ci ha ascoltato, ma purtroppo non hanno la possibilità di reperire degli spazi simili alla nostra ludoteca. Siamo ancora in trattativa, ma l'unica soluzione disponibile ad oggi sono i locali di "Voci in Transito", da utilizzare in accordo con altri soggetti e solo due volte alla settimana».  Una soluzione che per l'associazione non può bastare, come lamentano molti dei genitori che frequentano la ludoteca. Come Virginia, di Castelfranco, che da alcuni anni porta suo figlio a La Catena. «Molti ragazzi resteranno senza un posto dove andare. Senza la ludoteca molti se ne staranno a casa in solitudine», racconta la signora. «Il bello della ludoteca stava proprio negli orari flessibili, dovuti alla piena disponibilità che l'associazione aveva di quelle stanze. Senza orari flessibili molte famiglie non potranno più affidarsi al centro de La Catena e tanti rinunceranno semplicemente a mandare i loro figli in luoghi di socializzazione». Senza contare i genitori. «Anche per loro è utile questa associazione - spiegano dal sodalizio -. Qui, i ragazzi avevano un luogo per stare in compagnia fra di loro, socializzare, giocare insieme. E per i genitori era una sicurezza non da poco. Un modo anche per loro di "far rete" e darsi una mano a vicenda».  «Per oltre venti anni abbiamo arricchito il comprensorio con la nostra attività - si appella la presidente Cupelli -. Adesso siamo noi ad avere bisogno dell'aiuto di tutti, anche da altri comuni».

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