Il Tirreno

Pontedera

Un regista da brividi il pluripremiato Picone si fa strada nell'horror

Il regista Picone istruisce gli attori sul set
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Il regista Picone istruisce gli attori sul set

"Io sono morta", diciassette muniti di suspence che hanno sbancato il "Pistoia corto film festival"

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 PONTEDERA. Oltre al talento e alla competenza tecnica, innegabili, Francesco Picone possiede una qualità che per un italiano che vuol dedicarsi all'horror risulta imprescindibile, indispensabile: saper fare tanto (e bene) con poco. Perché non è più come ai tempi d'oro degli Argento, dei Bava, dei Fulci, quando il grande schermo imbrattato di sangue e infestato da creature diaboliche aveva una sua fortuna. Non è più come negli anni Settanta, quando le grandi case di produzione puntavano ancora sulle fantasticherie splatter degli autori nostrani, ai bei dì in cui accanto a una locandina che beatificava il prosperoso seno della Fenech ce n'era un'altra dove troneggiava un'invereconda testa spaccata in due da un'accetta.  Oggi l'orrore filmico è confinato nelle anguste strettoie dell'underground, si dibatte come una mummia cui va stretto il sarcofago. Ma la mummia ha ragione da vendere: dentro al sarcofago, solo ad aver voglia di sollevarne il coperchio, si scoverebbero scintillanti gioielli.  Uno di questi è "Io sono morta", l'ultimo cortometraggio, appunto, di Francesco Picone. Regista giovane (dell'86), ma già pluripremiato (nel 2009 al Festival Comedy September hanno addirittura inventato un riconoscimento speciale che porta il suo nome, il "Premio Picone") e lusinghieramente recensito sui più noti siti specializzati in cinema horror, italiani e esteri. A novembre, una folta schiera di fan l'ha appositamente seguito prima a Viareggio, dove l'opera è stata proiettata in anteprima, poi al Pistoia Corto Film Festival, dove "Io sono morta" si è aggiudicato il premio per il miglior cortometraggio della sua categoria. E altri festival sono in lista d'attesa, perché nel frattempo l'inarrestabile Picone ha continuato, e continua, a spedire dvd in giro, «visto che questo resta il modo migliore di farsi conoscere».  A renderlo orgoglioso del trionfo pistoiese è il fatto che «in gara c'erano cortometraggi con alle spalle budget ben più nutriti del nostro. Concorrevamo con lavori costati quasi 10mila euro, noi con 400 abbiamo fatto tutto!». Fare tanto, e bene, con poco, ecco la ricetta che Francesco Picone e il suo socio storico e aiuto regista Simone Lagi, larigiano, cofondatore della casa di produzione "Smallmovie", hanno messo a punto da subito. Per ora, il risultato di quest'ultima fatica - 17 minuti di suspense e inquadrature di classe - è visibile grazie alle proiezioni pubbliche, nell'ambito dei festival. Per sapere dove gustare in futuro il "brivido Picone", non perdete d'occhio la pagina di "Io sono morta" su Facebook.

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